In Italia sono state stimate e classificate 57.468 specie animali, di cui l'8,6% endemiche (per specie endemiche si intendono specie presenti escusivamente in un determinato territorio) corrispondenti a circa un terzo della biodiversità di tutta Europa, e circa 12.000 specie vegetali (di cui il 13,5% endemiche) che sono state stimate essere circa la metà di quelle presenti nell'intero continente. Nelle stime sono state incluse volutamente specie di protozoi, muschi e licheni, in quanto anch'essi indispensabili nel delicato equilibrio che la biosfera ha raggiunto il miliardi di anni di evoluzione.
Per uno sguardo più approfondito ai “punti focali” della biodiversità animale, terrestre e marina, vi rimando a questo articolo. Un'altro documento molto interessante è il rapporto dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla situazione italiana in termini di biodiversità, con dati relativi alle minacce e alle possibili soluzioni da affrontare.
Considerando che il primato mondiale per biodiversità spetta al Brasile, con la sua superficie molto più grande rispetto all'italia e le sue foreste, il nostro primato europeo è da considerarsi qualcosa di prezioso e da difendere.
Ci siamo già soffermati sull'importanza di questo argomento; per sensibilizzarci su questo tema è stato anche indetto il 2010 come “Anno internazionale della biodiversità”. Anche se molti obiettivi non sono stati centrati, la sensibilizzazione e l'interesse riscontrato nell'opinione pubblica hanno dato molte speranze agli organizzatori.


L'Italia è un paese ricchissimo di biodiverità, sia animale che vegetale, grazie alla notevole varietà di zone climatiche e paesaggi differenti: si va dalle zone costiere, alle montagne più alte d'Europa, passando per pianure e colline con differenti temperature e gradi di umidità. Il tutto sviluppato in quasi 12° di latitudine che, considerando le modeste dimensioni rispetto ad altri stati e a quanto l'uomo ha deturpato il paesaggio con la costruzione di centri abitati basati su piani regolatori senza criterio, è un dato da non sottovalutare. Molto importante è anche il ruolo delle numerose isole che, isolando le specie terrestri, nei millenni ha portato ad un'ulteriore diversificazione delle specie.
