L'operazione Green Fees smaschera una speculazione sui certificati di emissione CO2

Lunedì 20 Dicembre 2010

green_fees_quote_scambio_co2Il 17 dicembre 2010 la Guardia di Finanza di Milano ha scoperto una frode fiscale per 500 milioni di euro basata sul traffico illegale di quote di scambio di CO2, grazie alla collaborazione di forze dell'ordine e autorità fiscali di diversi paesi europei.

 

Nel corso dell'operazione sono state perquisite 150 sedi di società sparse in tutta Italia, in gran parte di titolari stranieri, che si occupavano del trading dei certificati di emissioni di CO2, o carbon trading, definito dal protocollo di Kyoto. Il risultato sono 21 persone iscritte nel registro degli indagati con diverse accuse, tra cui associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato.

 

La frode è venuta a galla tramite l'analisi delle operazioni anomale di queste società: molte aziende di piccole o medie dimensioni, sospettate di operare da prestanome in quanto non si occupavano di commercio energetico, hanno operato volumi di transazioni troppo grandi per le loro possibilità finanziarie e questo ha insospettito gli inquirenti. Approffitando dell'esenzione dell'IVA prevista sugli acquisti di quote inquinanti, queste società rivendevano ad altre aziende italiane le stesse quote con l'aggiunta dell'IVA, restando pronte a chiudere l'attività non appena il guadagno fosse stato sufficente. Ad aggravare la situazione, la vendita di quote di emissione a prezzi concorrenziali ne ha destabilizzato il relativo mercato: il primo dicembre queste fluttuazioni anomale hanno costretto il Gestore dei mercati elettrici a chiudere la Borsa delle emissioni di CO2.

 

Nel mandato di perquisizione si legge che “la concentrazione degli scambi sul mercato telematico e l’aumento esponenziale delle transazioni in un breve arco temporale [...], consentono di ipotizzare una comune strategia di ‘attacco’ al mercato italiano in quanto uno dei pochi, nel contesto comunitario, ad avere ancora la tassazione delle transazioni negli scambi domestici”.

Secondo le stime dell'Europol, queste “truffe carosello”, diffuse anche in altri paesi europei, hanno fatto perdere all'erario dell'Unione europea una somma di denaro che si aggira intorno ai 5 miliardi di euro.

 

Scritto da: Enrico

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