Vorrei tralasciare alcune ovvie e più che ragionevoli obiezioni: raggiungere il luogo di lavoro, tempi insostenibili per una società frenetica, ecc.; su quello non dico una parola. Nessuno, nè io nè tantomeno questo sito, per quanto ecologista, vuole convincervi a non usare mai la macchina. Abbiamo già parlato di car sharing, ad esempio, o di incentivi per l'acquisto di macchine a carburanti più ecologici, sottolineando che il trasporto privato non è il maggior responsabile dell'inquinamento e dell'effetto serra.
Credo, e non sono il solo, che le invenzioni dell'uomo siano piuttosto complementari a quelle della natura. Ad esempio, i cellulari utilizzano i campi elettromagnetici ad alta frequenza per comunicare tra loro, così come i circuiti elettronici mi permettono di scrivere questo articolo sul computer.
Una cosa che l'uomo riuscirà difficilmente ad eguagliare è l'elevato rendimento energetico della respirazione cellulare, che consente di sfruttare la maggior parte dell'energia chimica del cibo che mangiamo. Questo meccanismo non è poi tanto recente, parlando in tempistiche di evoluzione della vita (le prime forme di vita sono datate 3,5 miliardi di anni fa, nda), semplicemente funziona bene e non è comparsa nessuna mutazione più vantaggiosa nel tempo.
Come se non bastasse, il semplice camminare, la più semplice ed istintiva forma di spostamento umano, è più vantaggioso di quanto sembri. In primo luogo si attiva un meccanismo di produzione di energia diverso dal correre: camminare è uno sforzo leggero e prolungato durante il quale l'organismo tende a bruciare grassi, correre è uno sforzo intenso e difficile da mantenere senza allenamento, quindi tende a bruciare zuccheri. In secondo luogo la pressione esercitata sulla pianta del piede stimola il reflusso verso il cuore del sangue venoso, calibrando e coordinando l'attività circolatoria in maniera più efficace della corsa.
Potrei elencarvi anche altri vantaggi, meno "scientifici": è un'attività che si può svolgere a qualsiasi età, in compagnia, e non implica il silenzio per risparmiare fiato. Insomma, motivi e spunti di riflessione ne avete, testare gli effetti positivi del riscoprire questa abitudine è a vostra discrezione; nel caso la sostenibilità ambientale non rientri tra le vostre priorità.



