L'energia chimica al servizio della sostenibilità

Giovedì 29 Aprile 2010

Voglio proporvi uno spunto diverso dal solito, portare la vostra attenzione su un tema inusuale. La molla l'ha fatta scattare un dato molto banale, ma su cui spesso non riflettiamo abbastanza: l'energia chimica che ci fa percorrere una decina di chilometri usando la bicicletta è la stessa che occorre ad una macchina per percorrere qualche centinaio di metri. Un'altro concetto che mi ha ispirato è quello della decrescita, intesa come percorso verso la sostenibilità.

 

Vorrei tralasciare alcune ovvie e più che ragionevoli obiezioni: raggiungere il luogo di lavoro, tempi insostenibili per una società frenetica, ecc.; su quello non dico una parola. Nessuno, nè io nè tantomeno questo sito, per quanto ecologista, vuole convincervi a non usare mai la macchina. Abbiamo già parlato di car sharing, ad esempio, o di incentivi per l'acquisto di macchine a carburanti più ecologici, sottolineando che il trasporto privato non è il maggior responsabile dell'inquinamento e dell'effetto serra.

 

Credo, e non sono il solo, che le invenzioni dell'uomo siano piuttosto complementari a quelle della natura. Ad esempio, i cellulari utilizzano i campi elettromagnetici ad alta frequenza per comunicare tra loro, così come i circuiti elettronici mi permettono di scrivere questo articolo sul computer.
Una cosa che l'uomo riuscirà difficilmente ad eguagliare è l'elevato rendimento energetico della respirazione cellulare, che consente di sfruttare la maggior parte dell'energia chimica del cibo che mangiamo. Questo meccanismo non è poi tanto recente, parlando in tempistiche di evoluzione della vita (le prime forme di vita sono datate 3,5 miliardi di anni fa, nda), semplicemente funziona bene e non è comparsa nessuna mutazione più vantaggiosa nel tempo.

 

Come se non bastasse, il semplice camminare, la più semplice ed istintiva forma di spostamento umano, è più vantaggioso di quanto sembri. In primo luogo si attiva un meccanismo di produzione di energia diverso dal correre: camminare è uno sforzo leggero e prolungato durante il quale l'organismo tende a bruciare grassi, correre è uno sforzo intenso e difficile da mantenere senza allenamento, quindi tende a bruciare zuccheri. In secondo luogo la pressione esercitata sulla pianta del piede stimola il reflusso verso il cuore del sangue venoso, calibrando e coordinando l'attività circolatoria in maniera più efficace della corsa.

Potrei elencarvi anche altri vantaggi, meno "scientifici": è un'attività che si può svolgere a qualsiasi età, in compagnia, e non implica il silenzio per risparmiare fiato. Insomma, motivi e spunti di riflessione ne avete, testare gli effetti positivi del riscoprire questa abitudine è a vostra discrezione; nel caso la sostenibilità ambientale non rientri tra le vostre priorità.

 

Scritto da: Enrico

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