Car sharing, verso la mobilità sostenibile

Lunedì 05 Aprile 2010

Il termine inglese car sharing (condivisione dell'automobile) definisce una pratica di mobilità sostenibile che si sta affermando sempre più in quelle città dove la carenza di parcheggi e i doverosi limiti alle emissioni inquinanti costringono gli abitanti a non poter usufruire della propria auto. Questa soluzione si propone come un comune servizio di mobilità pubblica in grado, però, di garantire agli spostamenti la flessibilità propria delle automobili.

 

Un autonoleggio self service: abbonandosi si può usufruire dei veicoli, 24 ore su 24, in cambio di un corrispettivo calcolato su base oraria e chilometrica.

In Italia la rete nazionale ICS (Iniziativa Car Sharing) è la struttura di coordinamento delle realtà locali del car sharing, promossa e sostenuta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Le città in cui è attivo il servizio sono Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Modena, Palermo, Parma, Rimini, Roma, Savona, Torino e Venezia.

 

Al momento dell'iscrizione viene rilasciata una smart card e un codice PIN (unici per tutta la rete nazionale ICS, ndr). Grazie a questi è possibile prenotare il veicolo online o tramite call center, e aprirlo al momento del ritiro; in questo modo vengono anche memorizzati i dati di utilizzo, che saranno poi recapitati in fattura alla fine del mese. In sostanza, si compra l'uso effettivo del mezzo anzichè il mezzo stesso, con standard di servizio (disponibilità, copertura assicurativa, sicurezza, manutenzione, consumi, ecc.) garantiti dalla stessa ICS.

 

 

A Milano, dal settembre 2001, è attivo anche Milano Car Sharing; un servizio del tutto analogo nato su iniziativa di Legambiente Lombardia (che compartecipa dal 2005 alla società di gestione CarSharing Italia) e 20 soci utilizzatori.
Non stupisce l'interesse di un'organizzazione ambientalista: l'utilizzo di un'auto in car sharing ne sostituisce cinque private. Permettendo a chi usa l'auto per spostamenti brevi e frequenti di rinunciare all'acquisto di una seconda o terza vettura, se ne disincentiva l'utilizzo sconsiderato favorendo al tempo stesso i trasporti pubblici e la qualità della vita, con un risparmio di spazio, parcheggi e soprattutto emissioni inquinanti.

 

  

 

Scritto da: Andrea

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