Le indagini in corso non sono oggetto dell'articolo di oggi che vuole invece presentare un nuovo strumento a disposizione dei soggetti preposti a vigilare sulle gare di appalto. Il 22 febbraio scorso è stato presentato il prototipo di un nuovo software sviluppato da Transcrimine, un centro di ricerche interuniversitario che coinvolge l'Università Cattolica di Milano e l'Università degli studi di Trento, su commissione del Ministero dell'Interno nell'ambito del programma nazionale ''Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia'' avviato nel 2006.
Viste le cifre riportate risulta chiaro che è impossibile verificare singolarmente ogni singola gara assegnata, mentre dei controlli a campione risultano comunque inefficaci. Ris.I.C.O, questo il nome del nuovo software, è stato sviluppato per individuare le gare a rischio, per fare questo si interfaccia con i database delle forze di polizia e, interpolando i dati disponibili, individua le percentuali di rischio di tre livelli: appalto, impresa, soggetti coinvolti. Il software prende in considerazione molti fattori diversi, si va dai dati territoriali, al tipo di gara indetta (ad esempio pubblico incanto o procedura negoziata), alle caratteristiche dell'attività economica oggetto di gara, quali forniture, lavori o servizi, fino ai prezzi di aggiudicazione. Ovviamente vengono passate al setaccio anche le informazioni relative alle imprese aggiudicatarie quali la forma societaria, il fatturato e la posizione finanziaria; non da ultimo uno dei fattori che intervengono nell'analisi sono le singole persone coinvolte, sia nel contesto della gara sia in quello dell'azienda aggiudicataria.
Questo nuovo e potente strumento comunque non si sostituisce al lavoro di indagine classico, piuttosto aiuta gli inquirenti segnalando delle potenziali situazioni a rischio, indirizzando quindi l'attenzione verso alcune situazioni anomale e facendo risparmiare parecchio tempo e risorse.
Personalmente ritengo che un simile strumento possa davvero essere "una marcia in più" in questo settore di indagini, inoltre non può che far piacere vedere che gli enti coinvolti nello sviluppo sono delle università che grazie a questo progetto sicuramente hanno potuto offrire delle importanti occasioni di formazione professionale a studenti e ricercatori.


