Banco Informatico: un valore al tuo PC usato

Sabato 20 Febbraio 2010

La tecnologia odierna impone di avere attrezzature sempre piu' aggiornate e veloci: che fare, quindi, di quelle ormai obsolete ma ancora funzionanti? La risposta è il Banco Informatico, organizzazione nata nel 2002 grazie a Stefano Sala, in seguito al tragico incidente del "Pirellone" a Milano, sede della Regione Lombardia. Sala, amministratore delegato della società di risanamento incaricata del recupero dei dati contenuti nei computer danneggiati, una volta portato a termine il lavoro, si ritrovò fra le mani una cinquantina di computer usati ma ancora funzionanti, che la Regione aveva oramai dismesso.

 

 

Venuto a conoscenza in quello stesso periodo della carenza di strumenti informatici in cui versava l’Università Cattolica "Sedes Sapientiae" di Lima (Perù), Sala non fece altro che mettere insieme i due fatti: i computer vennero risistemati e donati all'università peruviana.

Tutto ciò portò alla nascita del Banco Informatico Tecnologico e Biomedico (BITeB) ONLUS come organizzazione di raccolta sistematica delle attrezzature tecnologiche (PC, stampanti, fotocopiatrici) che le aziende in genere scartano perché obsolete: «Diamo alle loro attrezzature un valore che altrimenti non avrebbero. Un PC usato in Italia vale poco più di zero. In Colombia, o in Paraguay ha un valore direi inestimabile».

 

Quali sono i requisiti richiesti per le attrezzature da raccogliere? I materiali devono essere funzionanti e completi di ogni parte. Il BITeB non si propone come un servizio di rottamazione e smaltimento.
Una volta testate per verificarne il corretto funzionamento, le attrezzature vengono distribuite gratuitamente a università, organizzazioni no profit, istituti di formazione, oppure scuole che non possono  permettersi un’aula informatica: il BITeB ha già portato a termine dei progetti in Colombia, Eritrea, Ghana, Benin, Sierra Leone, Argentina, Congo, Colombia, Cile e Albania.

 

L'intento sembra aver raggiunto il proprio scopo: oltre ad aiutare concretamente migliaia di giovani dei Paesi in via di sviluppo ad acquisire competenze informatiche, il BITeB svolge anche un servizio utile alle imprese, garantendo il ritiro in sede delle apparecchiature (a carico del destinatario, nb), a patto che soddisfino ai requisiti minimi richiesti. Il successo di questa iniziativa è stato ampiamente riconosciuto, basti pensare che nel gennaio del 2009 un'azienda italiana ha donato 3000 computer da destinare a organizzazioni no profit che ne sono sprovviste.

 

Scritto da: True

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