La convenzione utilizzata prevede l'uso di lettere dalla A alla G, dove il consumo aumenta con il crescere della lettera utilizzata: ad esempio una lavatrice di classe C consumerà per un lavaggio 1,2 Kwh (KiloWatt ora), mentre una lavatrice in classe A+ consumerà, a parità di carico e temperatura solo 0,8 Kwh. Ovviamente le classi non sono universali e vanno riferite agli specifici tipi di elettrodomestici.
L'obbiettivo di costruire elettrodomestici sempre più energeticamente efficienti sta diventando una delle priorità, al punto che sono state inserite nuove classi A+ A++, mentre le classi inferiori alla C ormai sono fuori produzione. Questo assume un valore ancora maggiore analizzando le voci di “spesa energetica” delle famiglie:
il consumo di energia elettrica per il frigorifero incide per il 25,6 %
il consumo di energia elettrica per la lavastoviglie incide per il 19,6%
il consumo di energia elettrica per la lavatrice incide per il 10,2 %
Questa corsa al risparmio energetico ha però un costo, infatti il prezzo dei nuovi elettrodomestici è molto più alto di quelli tradizionali, tuttavia si può arrivare ad un risparmio anche del 30%.
Detto questo è importante non farsi incantare da un frigorifero in classe A++, ma verificare l'effettivo consumo e paragonarlo con quello di una classe A+ o A per valutare correttamente il risparmio energetico, a fronte del costo di acquisto; inoltre è fondamentale confrontare le condizioni di garanzia che indicano in modo certo la vita media del prodotto che andremo ad acquistare.
Personalmente credo che ora, e sempre più in futuro, la strategia vincente sia di ridurre i consumi energetici, non solo per il risparmio in bolletta, ma anche per il rispetto dell'ambiente.


In chiave di una sempre maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori già da alcuni anni la UE ha imposto l'uso di particolari etichette per gli elettrodomestici, queste etichette riportano delle sigle che indicano i consumi energetici.