Italia, 28-esima per competitività turistica

Giovedì 19 Febbraio 2009

Turismo italia 28-esimo posto per l’Iitalia nella  graduatoria  2008 del World economic forum  (Wef), a proposito della Competitività nel settore Viaggi e Turismo. Il bel paese è superato anche da Cipro ed Estonia, Primo classificato anche quest’anno la Svizzera.

Questo sembra molto strano dato che siamo il paese con la più grande offerta di opere d’arte e paesaggi.

 

Cosa pesa allora da penalizzarci così tanto? Per qualità delle strutture siamo quarti, quindi anche questo fattore è positivo, le note dolenti cominciano dai prezzi per raggiungere il bel paese, sprofondiamo al 124-esimo posto, mentre come politiche al sostegno turistico siamo al 113-esimo. Di fatto il turismo non è prioritario per il governo, ci attestiamo al 97-esimo posto, inoltre anche per “Politiche e regolamentazioni” siamo al  57-esimo posto, a causa  delle fortissime restrizioni alla proprietà straniera (102-esimo) e alle regole relative agli investimenti diretti (109-esimo).

Le cose vanno un po’ meglio per igiene e salute, 19-esimo posto, e per le risorse culturali, ottavo posto. A sorpresa siamo i primi da qualche parte, ovvero per il noleggio auto, ma sembra che pur avendo molte auto non si possa andare granché in giro, infatti siamo al 40-esimo posto per le infrastrutture terrestri.

 

Insomma i problemi che affliggono i normali cittadini pesano anche parecchio sul comparto turistico, settore questo che secondo il Presidente di Confturismo-Confcommercio, Bernabò Bocca, potrebbe divenatare il motore della ripresa economica italiana. Riporto ora alcune parti del suo discorso tenuto alla “Conferenza Internazionale sul turismo: Destinazione Italia 2020”.

 

“Nel 2008 gli arrivi turistici internazionali in tutto il mondo, escluso il movimento turistico interno, sono stati pari a  924 milioni di persone e si prevede che nel 2020 il dato complessivo si attesterà sugli 1,5 miliardi di turisti, per un numero di pernottamenti tra alberghieri ed extralberghieri pari a circa 6 miliardi di notti dormite ed un giro d’affari planetario di almeno 1.300 miliardi di Euro”.

Se a questi dati aggiungessimo quelli relativi al movimento turistico mondiale interno (proiezioni CISET), prodotto dagli abitanti di ogni singola nazione, nel 2020 i turisti in senso lato potrebbero attestarsi sui 4,5 miliardi di unità, con circa 18 miliardi di pernottamenti e circa 2.000 miliardi di Euro di giro d’affari.
“Nonostante la crisi in atto -ha aggiunto Bocca- il turismo italiano ha chiuso il 2008 con un giro d’affari pari al 10,5% del Pil ed ha dato occupazione diretta ed indotta ad oltre 2 milioni di persone pari ad oltre il 9% della forza lavorativa dell’intero Paese.
“La nostra quota di mercato globale, tuttavia, dal 1995 ad oggi -ha proseguito il Presidente di Confturismo-Confcommercio, che rappresenta oltre 200 mila delle circa 270 imprese turistiche italiane- è scesa dal 6,8% all’attuale 4,9% di turisti internazionali, mentre l’Europa, l’ambito competitivo nel quale ci muoviamo, mantiene un saldo primato attraendo oltre il 50% dei flussi turistici mondiali.
“Inoltre l’Italia si è attestata al 28° posto nell’indice di competitività turistica mondiale, rispetto al 3° posto della Germania, al 4° della Spagna ed al 10° della Francia, mentre siamo saliti al 4° posto mondiale dell’indice Country Brand (appeal dell’immagine Paese) surclassata in questo solo da Australia, Canada ed USA.
“Sul fronte dei trasporti, poi, il Bel Paese -ha evidenziato Bocca- è quinto in Europa per numero di voli internazionali e negli ultimi 35 anni la nostra rete autostradale si è incrementata del 70% rispetto alla crescita del 230% dell’intera Europa, mentre nel segmento dei porti turistici abbiamo 117 mila posti barca contro i 165 mila della Francia che però ha meno della metà di chilometri di costa rispetto a noi.
“Fenomeni contraddittori -ha osservato Bocca- che ci dicono come decenni di “confusione” politica per il settore abbiano portato ad un suo sviluppo disarmonico e disarticolato.
“Quali le nostre proposte dunque per un immediato programma di rilancio? -si è chiesto il Presidente di Confturismo-Confcommercio- La scelta di strumenti nuovi ed efficaci per veicolare nel mondo l’immagine-Italia, la creazione di rapporti diretti e coinvolgenti verso i turisti sul piano emozionale, efficaci strategie di coordinamento del nostro sistema turistico, una avveduta pianificazione e promozione di eventi, il varo di misure coraggiose in campo fiscale ed una crescita mirata del sistema infrastrutturale.
“Ma per raggiungere questi obiettivi occorre innanzitutto un patto politico condiviso, in quanto il turismo come sappiamo è costituzionalmente materia delle Regioni e come tale deve riproporre sul territorio un accordo politico centrale che solo a livello nazionale può essere stabilito e condiviso anche con le imprese.
“Per non cadere più nella retriva e fin troppo arcaica tentazione -ha polemizzato Bocca- di continuare a considerare il turismo come una mucca da mungere, dalla quale attingere risorse e siamo stanchi della periodica riproposizione della Tassa di Soggiorno come rimedio a tutti i mali del Paese.
Noi sappiamo di essere, oggi più che mai, in epoca di recessione mondiale, -ha concluso il Presidente di Confturismo-Confcommercio- la principale risorsa che il nostro Paese ha prontamente a disposizione per far ripartire l’intero sistema economico, solo se Governo e Parlamento vorranno veramente porre il nostro settore al centro, non più ai margini, del piano complessivo di rilancio nazionale”.

 

Non credo sia il caso di aggiungere altro, le potenzialità ci sono, i problemi anche, staremo a vedere se chi ci governa prenderà in considerazione seriamente tutto questo oppure se continueremo ad essere afflitti dalle nostre infrastrutture e dalla confusione legislativa che contraddistingue la nostra vita quotidiana.

 

Scritto da: Admin

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