Da allora sembra che l'obiettivo non sia stato completamente raggiunto, gli italiani sono un popolo unito in poche occasioni e mai completamente, tra le quali la piu' evidente sono i mondiali; infatti dal pretesto di una partita di calcio in televisione, alle dichiarazioni di persone con "visibilitá politica" abbastanza estesa sul suolo nazionale, sembra che come modo di pensare, di fare, di sentirsi italiani, la pensiamo diversamente non solo da regione a regione, ma anche da provincia, cittá, quartiere... Su alcune guide all'Italia pensate per le persone che vengono dall'estero, i turisti vengono messi in guardia da questo fenomeno. Chissá, forse accusiamo di nazionalismo gli altri paesi, ma solo perché non sappiamo esserlo noi? Forse ci sembra strano vedere un intero popolo che ama tutto il proprio paese, e identifica la gente che ci abita come fratelli, mentre il resto del mondo non vale la pena di essere preso in considerazione. Fatto sta che noi abbiamo esasperato questo concetto, in maniera squisitamente italiana.
Il fenomeno sembra avere le sue origini dal fatto che l'Italia, a parte sotto l'Impero Romano e negli ultimi secoli, non é mai stato un paese unito politicamente; forze politiche e religiose, anche straniere, hanno continuamente straziato con dei confini sempre nuovi la nostra penisola. Sono state parlate lingue diverse che sono poi sfociate nei dialetti che distinguono le varie regioni e provincie, per non parlare di come si sono evolute le tradizioni, gli usi, i costumi e la mentalitá delle persone. Del resto, ancora oggi, il campanilismo viene spesso enfatizzato.
L'antico motto latino, 'divide et impera', funziona. Funziona benissimo tuttora.
Non tutto il male vien per nuocere, naturalmente. Questa necessitá di distinguersi tra un gruppo ristretto di persone non é deplorevole se costruttiva: la ricchezza della cucina italiana ne é un esempio, basta spostarsi di qualche chilometro per il paese per trovare lo stesso piatto cucinato in modi diversi, per non parlare della varietà dei vini italiani; il tramandarsi delle tradizioni locali é un altro aspetto positivo, il folkrore del paese potrebbe essere una fonte di turismo, nazionale e internazionale, che potrebbe fornire occupazione, possibilitá di investimenti,... Del resto paese che vai, usanze che trovi. Occorre, semplicemente, evitare che diventi un fenomeno distruttivo. Soprattutto se a beneficiarne non è chi ne fa uno stile di vita.
A buon intenditore.



