Tutti questi argomenti sono veri, inutile negarlo, ma forse quando si deve intervenire bisognerebbe parlare un po’ in generale andando a vedere anche quali sono le cose che funzionano.Tra le cose che funzionano ci sono proprio queste aziende spin-off.
Parlando di ricerca in Italia, si dice sempre che viene speso troppo poco da parte dello stato, andando a vedere i dati si vede chiaramente che è così, siamo sotto alla media europea, nonostante questo il dato più critico è quello degli investimenti privati, cioè le aziende non investono nella ricerca universitaria.
I motivi sono molti, da un lato manca una “cultura della ricerca e dell’innovazione” , le nuove tecnologie difficilmente vengono percepite dai nostri imprenditori come opportunità di sviluppo per un’azienda, mentre dall’altra rapportarsi con l’università è come rapportarsi con la pubblica amministrazione che viene vista come qualcosa di inefficiente, dai tempi lunghi e dai mille cavilli burocratici.
Già nel 1999 sono stati introdotti degli strumenti per cercare di migliorare la situazione, le aziende spin-off appunto. Le aziende spin-off sono delle aziende in cui una quota di capitale viene fornita da società preesistenti, o da altre imprese. Nel caso di spin-off universitarie l’azienda madre è l’università.
Queste sono aziende e come tali sono in grado di rapportarsi in maniera molto più semplice con altre aziende, inoltre offrono importanti sbocchi lavorativi ai nostri ricercatori. Gli ambiti possibili di sviluppo di aziende spin-off sono moltissimi: si va da quelle di consulenza economico/gestionale, a quelle per gli studi di bonifica o degli impatti ambientali, quelle legate all’elettrotermia, alle telecomunicazioni… Per avere un'idea più precisa di quante e quali sono potete consultare questa lista (si tratta degli spin-off del cnr, molti altri li potete trovare collegati ai rispettivi atenei).
Purtroppo non si può pensare che questi spin-off siano una panacea, infatti alcuni settori fondamentali della ricerca, come la ricerca di base (matematica, fisica, chimica) difficilmente possono trovare sbocchi industriali/imprenditoriali. Si tratta comunque di un dato estremamente positivo a mio parere e come tale volevo segnalarlo anche perché credo se ne parli davvero poco, forse perché fa molta più notizia un esame truccato, o uno sciopero degli studenti, piuttosto che una realtà accademica che funziona.




