Batteri e antibiotici

Lunedì 24 Novembre 2008

Circa due secoli fa un certo Charles Darwin pubblicò un libro: “L'Evoluzione della specie”. In questo libro veniva proposta una teoria per cui nel corso del tempo una specie tende ad evolversi, cioè a modificarsi, per adattarsi meglio all'ambiente in cui vive. Questo avviene attraverso la selezione naturale: in pratica certi individui meglio adattati riescono a sopravvivere e a riprodursi mentre altri muoiono senza lasciare eredi. Nell'arco di alcune generazioni la specie è costituita quasi esclusivamente dai nuovi individui adattati.

Questa teoria, accettata in molte parti del mondo (non tutte...), è la base per capire cosa sta succedendo ai batteri portatori di malattie.

Dal momento che il tempo evolutivo è basato sulla durata della vita degli individui di una specie, alcune forme di vita semplici, come appunto i batteri, riescono ad evolvere in un tempo molto breve.

L'uso massiccio di antibiotici ha portato a formare batteri sempre più resistenti, la cosa grave è che ormai interi ceppi batterici, come quello della tubercolosi, sono resistenti a tutti gli antibiotici.

I dati sull'utilizzo in Italia parlano chiaro: 1.500.000 persone ogni giorno prendono antibiotici; di questi il 44% lo fanno senza prescrizione medica, e soprattutto li assumono per malattie che non li richiederebbero.

Gli antibiotici infatti sono utili solo per le malattie causate dai batteri e non servono a nulla contro i virus. Senza entrare troppo nello specifico per spiegare questa cosa basta spiegare che i batteri sono cellule, mentre i virus sono solo una sequenza di dna o rna. Molti antibiotici funzionano distruggendo la parete esterna della cellula del batterio, e quindi non possono nulla contro i virus che possono però essere combattuti con i vaccini.

Quali sono le conseguenze? Purtroppo non è semplice creare antibiotici più potenti perché il rischio è di andare ad attaccare anche le nostre cellule e non solo quelle dei batteri. Ovviamente batteri resistenti portano l'aggravarsi delle malattie che portano, un conseguente uso più massiccio degli antibiotici e così via.

Altri due dati interessanti: l'aumento del consumo di antibiotici dal 2000 ad oggi è del 18%, mentre solo il 40% di chi inizia una cura poi la porta a termine.

Tutto questo ha portato recentemente l' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a lanciare un allarme proprio su questi temi.

Per cercare di risolvere il problema è importante che si inizino ad utilizzare gli antibiotici solo dietro prescrizione medica e soprattutto concludere le terapie iniziate senza improvvisarsi esperti.

Maggiori informazioni su www.antibioticoresponsablile.it

 

Scritto da: Admin

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