Nessuno vuole morire, nemmeno chi è convinto di meritarsi il paradiso
Una semplice riflessione di Moni Ovadia, per introdurre il tema del suicidio assistito e della libertà di vivere e di morire.
E' stato molto ispirante sentire le opinioni di esponenti di due religioni diverse in proposito. Posizioni molto progressiste, devo dire, segno che i tempi sono maturi per oltrepassare la cortina di imbarazzo che le istituzioni e l'informazione manipolata hanno creato per confondere il popolo. Siamo arrivati nel Terzo Millennio impreparati di fronte ai grandi dilemmi etici, nascosti goffamente anche nei paesi più progressisti come Stati Uniti ed Europa, da istituzioni religiose che non vogliono retrocedere nelle loro posizioni di fronte ai progressi della scienza e della tecnologia.
Senza voler scavare nei labirinti imperscrutabili delle questioni etiche, le riflessioni di Don Gallo conducono attraverso semplici passi a scavare nel più grande dei tabù della storia umana: la morte è un grande disegno della natura, un passo obbligatorio della vita, che permette a ciò che è nuovo di trovare spazio dove prima c'era il vecchio. L'abolizione o la negazione del testamento biologico è un sopruso che vuole negarci anche la libertà di morire, forse grave quanto la pena capitale che nega la libertà di vivere.
Don Gallo ricorda che per aver pubblicamente affrontato questo tema, in una trasmissione televisiva, è stato tacciato di apologia del suicidio. Riguardo a questo ci ricorda anche che 'la laicità dello Stato è uno dei Principi Fondamentali della Costituzione', il laico che conosce la parola di Dio e cerca di manifestarla con le sue azioni non dovrebbe tollerare nessuna ingerenza religiosa nella Res Pubblica.
La donna viene creata da Dio in fronte all'uomo
Il ruolo della donna rispetto alla società nel passato e nel presente è un tema che spesso va approfondito, visti i mutamenti della nostra società e, soprattutto, viste le discriminazioni di tutti i giorni.
Ovadia afferma di aver studiato la Bibbia in ebraico e spesso sfugge un passo molto importante, nascosto nelle traduzioni successive: la donna viene creata da Dio 'in fronte all'uomo', contemporaneamente, non dopo. In più a lei viene concesso il privilegio più importante, ovvero la creazione. Tanto per capire come siamo manipolati nelle azioni e nel pensiero senza possibilità di critica, Ovadia fa notare come un gruppo di clericali misogeni e sessuofobi siano arrivati all'atto blasfemo di modificare le Sacre Scritture pur di denigrare la donna, e noi tutto questo l'abbiamo accettato acriticamente.
Entrambi i protagonisti della serata ci ricordano come sia l'amore tra uomo e donna a ripetere il miracolo della creazione. Don Gallo si chiede come sia possibile essere arrivati a considerare l'amore un peccato più grave della discriminazione.
Chi porta la democrazia con le armi, aliena ha ragione
La paura del sesso (opposto) e la sua discriminazione altro non sono che alcune delle piaghe che ci trasciniamo dietro da millenni. Finchè ci saranno discriminazioni il Mondo non può conoscere un vero progresso. Il collegamento che segue sono altre discriminazioni, che avvengono sotto gli occhi di tutti, avvolte dal silenzio mediatico e delle istituzioni.
Moni Ovadia sorride al pensiero di essere stato definito antisionista dallo stesso governo di Israele, per essersi schierato contro l'oppressione del popolo palestinese. 'La Terra non è di nessuno', ricorda, non si può sottrarre a un popolo per cederla a un altro.
Purtroppo le guerre vengono compiute in nome di grandi ideali: libertà, democrazia... ma fa notare come nessuno si muova per far cadere una dittatura o terminare l'oppressione di un popolo dove non ci siano petrolio o altre risorse economiche.
Ovadia riflette sul fatto che, a ripudiare la guerra, si viene definiti quasi con disprezzo pacifisti, mentre c'è sempre una scusa pronta per cominciare un conflitto. Ormai non occorre più aspettare il casus belli, lo si inventa: hanno creato armi di distrazione di massa, confezionate ad hoc e pescate da un cilindro al momento giusto... 'ci facciamo trattare da idioti e non ci incazziamo'. Così giustifichiamo e accettiamo i crimini dei nostri governi.
Vietato ai cani e agli italiani
Avvisi come questi erano frequenti, in passato, all'estero, fuori dal nostro Paese. La famigerata relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso Americano, nell'ottobre del 1912 definiva gli italiani 'sporchi puzzolenti, violenti e violentatori'. Abbiamo subito anche noi delle discriminazioni, forse ne abbiamo vergogna e non ne parliamo volentieri.
Don Gallo ricorda come in un secolo l'Italia si sia svuotata di 30 milioni di abitanti che, stremati dalla fame e dalla miseria, sono partiti in cerca di fortuna in giro per il Mondo. Il Veneto, il cui stereotipo attuale è quello di una delle regioni più xenofobe d'Italia, ha assistito a milioni di abitanti emigrati. Curioso come sia possibile che il nord Italia abbia più paura degli immigrati che degli ordigni nucleari sotto le basi militari di Aviano e Ghedi Torre.
I poteri sono forti perchè abbassiamo la testa
Grazie alla complicità dei mass media, le parole dei 'potenti', 'di chi conta', 'di chi decide' rimbalzano continuamente alle nostre orecchie. Le parole hanno una potenza che non abbiamo ancora pienamente compreso: togliere la libertà e la dignità delle persone è molto facile, lo si fa prima con le parole, così quando lo si fa con i fatti nessuno se ne accorge.
Gli esempi non mancano in tempi moderni. L'uomo si è creato nei millenni diverse professioni, ha inventato il lavoro come lo conosciamo oggi per guadagnarsi da vivere autonomamente, passando nei secoli dalla condizioni di schiavo, servo o suddito a uomo libero. Ora si sta invertendo la tendenza: si sentono sempre meno sostantivi come 'lavoratori' mentre ritornano in auge 'risorse umane' o 'forza lavoro'. Il passo successivo è breve, ad esempio essere infastiditi dagli scioperi e dalle proteste di chi chiede ancora la dignità del lavoro. Talmente breve che è stato già compiuto.
Senza tanti indugi, i due oratori puntano il dito contro l'incompetenza della politica, soprattutto su come è stata gestita la crisi e la manovra: far pagare gli errori della classe dirigente ai più deboli e a chi non è rappresentato in parlamento, agli oppressi, ai lavoratori onesti, alle famiglie... Senza tanti sofismi politici è facile notare che la crisi non viene fatta pagare agli sfruttatori, agli speculatori, ai mafiosi... Don Gallo fa alcuni esempi, secondo le stime sui capitali della speculazione edilizia, dei condoni, della criminalità organizzata... la manovra poteva attingerne a piene mani, se non è stato fatto un perchè ci sarà.
La Costituzione è una preghiera laica
'Il voto è l'humus della democrazia!': non andare a votare, non fare lo sforzo di informarsi, il qualunquismo sono segni della mancanza di desiderio democratico in una nazione.
I principi generali da essa sanciti non sono dissimili ai precetti fondamentali delle religioni sparse nel Mondo, segno che anche se non ispirato direttamente da Dio, l'uomo è in grado di ricercare il bene. 'Fare giustizia, verità e pace sono i pilastri fondanti del Mondo' secondo i precetti della religione ebraica, e sono principi talmente forti e radicati nell'animo di molti essere umani che non occorre seguire una religione per praticarli.
Don Gallo lancia una provocazione: 'Dio ha creato gli atei perchè ci fosse chi fa del bene senza nessun desiderio di redenzione!' ma non rinnega l'importanza della fede 'Ogni pensiero di fede deve cercare di rivendicare la giustizia sociale, aiutare l'oppresso...'
Don Gallo è un prete di strada, la chiama 'la sua università', perchè è li che è diventato saggio. Quello che lui chiama il 'Quinto Vangelo' è quello secondo Fabrizio de Andrè, che cantava dei poveri, degli oppressi, dei drogati... quella parte di umanità di cui si vuole continuamente negare l'esistenza, quella parte di umanità che la Chiesa e la gente dovrebbero tirare fuori dall'inferno in Terra, è la stessa che bussa alla porta della comunità dell'anziano parroco. De Andrè, dice Don Gallo, ha avuto un'educazione borghese, ma aveva l'ansia della giustizia sociale, credeva fermamente che un altro mondo fosse possibile, per questo è così importante il suo messaggio.
Ho cercato di riassumere e raggruppare tutti i temi toccati nell'incontro, che è stato un vero e proprio fiume in piena di parole e di collegamenti che si intrecciano. Per chi avesse interesse, l'incontro è visibile integralmente con tutti i particolari.
Dopo parole così ispiranti è difficile aggiungere qualcosa... ma una cosa la voglio dire: la partecipazione è stata enorme e la platea era gremita, segno che le idee possono ancora circolare libere e una parte di popolazione ha ancora voglia e necessità di ascoltarle e di parlarne.



