Articoli filtrati dai tag: inquinamento radioattivo
Uranio impoverito
Venerdì 10 Giugno 2011
Le centrali nucleari necessitano di combustibile nucleare composto per la maggior parte da miscele di ossidi di uranio e uranio metallico. Per poter essere utilizzato in questo modo, l'uranio estratto deve subire un processo di arricchimento.
Il risultato di questo processo è una modesta quantità di combustibile e una maggiore quantità di uranio impoverito. Il combustibile esausto entra a far parte di una categoria diversa rispetto allo scarto del processo di arricchimento.
Lo smaltimento dell'uranio impoverito è un problema diverso dallo smaltimento del combustibile esaurito e delle scorie. Per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie il problema è talmente complesso da richiedere una trattazione a parte. Qui ci occuperemo di alcune tipologie di riutilizzo o stoccaggio dell'uranio impoverito.
...Decommissioning: lo smantellamento delle centrali nucleari
Mercoledì 11 Maggio 2011
Sin dalle fasi di progettazione ed individuazione dei siti una centrale nucleare si presenta come un impianto molto complesso: ogni fase della realizzazione e del successivo ciclo di vita della centrale deve essere attentamente sorvegliata per garantire la massima sicurezza.
Concluso il periodo di funzionamento una centrale nucleare richiede ancora grandi attenzioni perché non è sufficiente “spegnere” una centrale nucleare per cancellare ogni rischio, il combustibile, le scorie, e l’impianto stesso continuano ad essere pericolosi in quanto radioattivi per parecchio tempo.
...Ulitsa Sadovaja. Voci dalla Russia dimenticata - Franzon, Geremia
Venerdì 25 Febbraio 2011
Ulitsa Sadovaja significa letteralmente ‘via Sadovaja’, ovvero la via centrale di Novozybkov, una città della provincia russa di circa 40mila abitanti che è la meta principale del viaggio raccontato nel libro. Un viaggio incentrato sullo studio antropologico di come l'incidente di Chernobyl abbia modificato il modo di vivere e di pensare degli abitanti.
In realtà il libro lascia trasparire molto di più: le autrici raccontano molto dettagliatamente gli incontri, i dialoghi e le abitudini dei loro interlocutori, e ci riportano una testimonianza molto vivida dell'esistenza umana a stretto contatto giornaliero con gli isotopi radioattivi, ma anche con il ricordo piuttosto recente del regime sovietico e i suoi innumerevoli regolamenti ancora sopravvissuti.
...Conferenza di Yuri Bandazhevsky del 17/09/2010
Lunedì 11 Ottobre 2010Il 17 settembre 2010 ho avuto occasione di assistere a una conferenza tenuta dal professor Yuri Ivanovich Bandazhevsky e dalla moglie Galina Bandazhevskaya, medici di fama internazionale esperti di danni causati dalle radiazioni sull'essere umano. Gli studi svolti dalla coppia di professori hanno portati a scoperte allarmanti che, come se non bastasse, hanno interferito con le attività di disinformazione delle autorità militari del loro paese d'origine.
...I liquidatori
Martedì 15 Aprile 2008
Si chiamavano cosí tutti coloro che accorsero a Chernobyl nelle ore successive al disastro. Il loro compito era quello di "liquidare" piú possibile i danni del disastro, da cui il nome.
Di fatto dovevano spegnere l'incendio ancora in corso del reattore 4, ripulire le zone circostanti dalle scorie, materiali radioattivi e macerie, ecc... tutto questo esponendosi a una radioattivitá troppo intensa per un essere umano.
...Chernobyl, descrizione del reattore
Martedì 15 Aprile 2008
Il reattore era chiamato RBMK-1000. Le lettere indicano un acronimo che in russo significa reattori a canali di potenza elevata e il numero che segue indica la potenza prodotta: 1000 MW (che significa un milione di watt, corrispondenti a 3200 MW termici). Il reattore in questione era il quarto di sei previsti per la centrale, con gli ultimi due ancora in fase di costruzione. Ecco un elenco di caratteristiche del reattore.
1) Il nocciolo, a forma di cilindro di 12 metri di diametro e 7 metri di altezza, costituito da 2488 blocchi di grafite (oltre 1500 tonnellate), riporta 1661 fori cilindrici in direzione assiale, di circa 9 centimetri di diametro; questi fori servono ad ospitare sia i tubi contenenti il combustibile (detti tubi di forza), sia 211 barre che controllano il processo di fissione. Tutti questi tubi sono lambiti dall'acqua di raffreddamento, pompata a pressione, che a funzionamento a regime esce dalla caldaia ad una temperatura di circa 248 gradi centigradi, diretta al separatore di vapore e successivamente alla turbina. Attorno al nocciolo, lungo il bordo del contenitore, uno schermo di berillio e grafite serve a riflettere verso l'interno del nocciolo i neutroni prodotti dalle reazioni, che altrimenti si disperderebbero all'esterno diminuendo l'efficienza del processo.
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