L'idea dello sciopero dei consumatori nasce, ovviamente, dalla rabbia dovuta all'impotenza della singola persona nel fronteggiare il carovita, cioè la mancanza di crescita del potere d'acquisto delle famiglie, fermo ai livelli del 1999. Questa frustrazione è stata costantemente alimentata fino alla sua recente esplosione: durante le manifestazioni contro i piani di austerity, nei negozi presi d'assalto durante i saldi per riuscire a risparmiare qualcosa, ecc... mentre ancora si tentava di farci credere alla presenza di segnali di ripresa, smentiti o ancora da dimostrare.
Ed ecco che nasce l'idea di unirci, perchè uniti siamo più forti. Ce lo insegna la Storia con la S maiuscola.
Ecco alcune idee su cosa possiamo fare come cittadini attivi per dimostrare il nostro dissenso e scioperare attivamente come consumatori.
Le modalità sono semplici: recarsi il meno possibile a fare la spesa (per evitare spostamenti in macchina), evitare di fare benzina, tralasciare acquisti superflui (tra cui possiamo includere bibite, vino, birra, snack, frutta esotica e tutto quello che pensiate sia fuori pasto, fuori stagione, ecc., ma anche elettrodomestici, accessori per la casa, macchina, giardino, e così via), preferire beni di prima necessità e prodotti sostenibili o equo solidali riconoscibili dai vari marchi apposti sulle confezioni.
Fare la spesa nel negozio vicino a casa consente di risparmiare il costo dello spostamento in auto anche se la spesa è un po' più cara; così facendo si aiutano i piccoli commercianti e non le grandi catene di distribuzione. Rispolverare un libro di ricette (almeno uno in casa dovreste avercelo) può aiutare a capire come preparare pietanze partendo dai beni di prima necessità: cucinare una purea partendo da patate e latte è preferibile piuttosto che comprarla pronta. Preferire prodotti a filiera corta o provenienti dal territorio limitrofo è sinonimo di sostenibilità e rende anche più facile verificare la tracciabilità di ciò che mangiamo. Evitare i centri commerciali nei weekend, momento in cui l’affluenza è maggiore e i guadagni più facili.
L'adesione allo sciopero può trovare conferma solo nelle nostre azioni.
Anche se può sembrare scomodo e/o inconcludente aderire a una tale iniziativa, vorrei sottolineare che qualora i prezzi continuino a venire gestiti senza alcun controllo da parte dei consumatori prima o poi certi sacrifici saremo costretti a farli comunque, e probabilmente sarà peggio. Vi spiego il perchè.
Queste iniziative fanno sorridere i più scettici, ma se come cittadini ci aspettiamo un tardivo regalo sotto l'albero che faccia fronte al carovita o ai piani di austerity siamo fregati. Nessuno verrà in nostro soccorso e in una decina di anni l'assetto economico mondiale si sposterà sempre più a nostro svantaggio. In altre parole, quella che viene chiamata crisi economica non verrà certo fermata dalle istituzioni, l'iniziativa deve partire da noi singoli, giorno per giorno, facendola conoscere alle persone che vivono intorno a noi, spiegando loro la necessità di queste azioni.
Evitare gli sprechi diventando consumatori più responsabili significa dare un messaggio forte e chiaro alle catene di distribuzione e all'apparato commerciale del paese. Nei loro bilanci una settimana di consumi occulati si farà sentire e potrebbero essere indotti a prendere in seria considerazione le nostre scelte di consumatori evitando di alzare i prezzi in modo ingiustificato e continuo.
Come se non bastasse, il prezzo della benzina continua ad aumentare nonostante i prezzi di estrazione e produzione rimangano costanti. L'aumento del prezzo della benzina si riflette in un aumento dei prezzi di tutti i prodotti il cui costo del trasporto viene fatto pesare sulle spalle dei consumatori; ecco, tra gli altri motivi, perchè conviene cominciare a preferire prodotti a chilometro zero.
Esistono anche iniziative di carattere diverso, per i più volenterosi. Il 28 gennaio 2011, infatti, è stato indetto da alcuni lavoratori pubblici e privati il primo sciopero “fai da te” tramite una lettera alla redazione di Micromega, che consiste nel dare solidarietà alla Fiom con una modalità singolare: il 28 gennaio, dove sia possibile e nelle modalità specifiche, verrà chiesto il permesso di assentarsi dal luogo di lavoro per andare a donare il sangue. Lo sciopero ha una forte valenza simbolica oltre che pratica, ovvero di donare il sangue alla comunità e non ad un mondo del lavoro che salassa sempre più le famiglie. Un permesso per andare a donare il sangue, in molti casi, è tutelato dalla legge (art. 1 e 2 della legge 584/1967).
Detto tutto questo non mi resta che augurarvi buona fortuna: non è detto che i principali media diano notizie a riguardo, in questi casi la migliore informazione potete farla voi grazie al passaparola, spiegando le vostre motivazioni a coloro che sono intorno a voi, giorno per giorno.
Ulteriori informazioni:
- per coloro che sono convinti che i consumatori non contino;
- se le motivazioni che vi ho fornito non dovessero bastarvi.


Dal 28 gennaio al 4 febbraio 2011 è stato indetto uno sciopero dei consumatori come protesta al continuo aumento dei prezzi, in particolare dei beni di prima necessità (tra i quali, ricordiamo, sono considerati anche la benzina e i carburanti). Lo sciopero (si spera) venga protratto ad oltranza, almeno da coloro che ne hanno le possibilità.

