Bond argentini: il tunnel dei risarcimenti

Lunedì 17 Maggio 2010

risarcimenti titolari investitoriTutto iniziò nel 2001. O sarebbe meglio dire, il limite di sopportazione venne raggiunto in quell’anno. Sì, perché la violenta crisi finanziaria che investì l’Argentina nove anni fa, come tutti gli stravolgimenti economici, ha radici molto più lontane nel tempo.

Nel 2001 si verificò in Argentina una massiccia fuga di capitali: la crescente mancanza di fiducia da parte degli investitori argentini e stranieri indusse il governo argentino ad adottare provvedimenti passati alla storia come corralito, il “congelamento” di tutti i conti bancari per la durata di 12 mesi, rendendo possibile unicamente il prelievo di ridotte quantità di denaro, nel disperato tentativo di fermare un’emorragia monetaria che avrebbe affossato il Paese tra la fine del 2001 e l’inizio dell’anno successivo.

 

In quel periodo fecero la propria comparsa sui giornali di tutto il mondo i bond argentini, subito denominati dalla stampa internazionale “Tango Bond”: ma cos’è, esattamente, un bond? È un prestito che un investitore concede ad uno Stato, un governo, una società privata o un’organizzazione internazionale. Il soggetto che riceve questo prestito emette un'obbligazione, in cui viene ufficializzato il proprio impegno alla restituzione della somma ricevuta attraverso il pagamento periodico di somme di denaro, denominate cedole, calcolato in base ad un tasso d’interesse prestabilito.

 

Uno degli effetti più devastanti ed immediati della crisi economica argentina fu l’impossibilità, da parte del Paese sudamericano, di poter far fronte al pagamento di queste obbligazioni a singoli cittadini, organizzazioni private, e in generale a tutti gli investitori che intrattenevano rapporti commerciali con l’Argentina in quella precisa congiuntura economica.

 

A distanza di quasi dieci anni, la Repubblica argentina si impegna in procedure economiche nel tentativo di annullare, o almeno limitare, il proprio default nei confronti degli investitori, vale a dire il credito che questi vantano nei confronti dello Stato sudamericano.
Tutti i titolari delle obbligazioni esistenti avranno tempo fino alle ore 17 (fuso orario italiano) del 7 giugno 2010 per presentare domanda di rimborso fino a 50.000 €, secondo procedure che saranno diverse seguendo le modalità prescelte dal creditore, con un tasso di interesse stabilito il 13 maggio scorso a seconda della valuta.

 

Scritto da: Davide

1 Commento

  • diego Giovedì 27 Maggio 2010

    diego

    io ho prestato dei soldi al governo e li rivoglio con gli interessi ciao


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