Avvocati low-cost: guerra sui minimi tariffari

Venerdì 14 Maggio 2010

parcelle e minimi tariffari ridotti612 euro (Iva inclusa) per l’assistenza in cause di separazione consensuale e divorzio. Questa la colpa di uno studio legale milanese low-cost, costretto ad una sospensione di due mesi dall'ordine forense di Monza per aver leso dignità e decoro della categoria. Per capire la situazione è necessario fare un passo indietro nel tempo e tornare al 2006.

In Italia, a differenza di molti altri paesi, gli ordini professionali, quali Avvocati, Notai e Farmacisti, non sono equiparati alle "normali imprese" e quindi le parcelle delle consulenze non ricadono negli stessi ambiti legislativi. Il parlamento italiano, su proposta dell'allora Ministro Pierluigi Bersani, approvò una legge che prevedeva l'abolizione dei minimi tariffari sulle parcelle degli ordini professionali.

 

La legge approvata nel 2006 prevedeva di eliminare i minimi tariffari introducendo la contrattazione tra cliente e professionista, legata tra l'altro al risultato della prestazione, e al tempo stesso dando la possibilità di costituire degli "studi interdisciplinari" composti cioè da avvocati, ingegneri, notai, etc... La contrattazione avverrebbe in base a molti fattori, tra i quali anche l'esito dell'attività svolta. Purtroppo, nella realtà, la contrattazione per la maggioranza dei casi avviene soltanto con "grossi" clienti, come le banche, mentre non tocca il ciente occasionale.

 

Sulla scia della liberalizzazione sono sorti molti studi legali low-cost che per scelta hanno deciso di applicare tariffe molto più basse rispetto a quelle dei concorrenti tradizionali. Molto spesso questi studi legali sono composti da giovani che sfruttano ampiamente pubblicità anche molto aggressive per convincere i propri clienti. Ovviamente a queste strategie di marketing si affiancano anche strategie tariffarie, come ad esempio una prima consulenza gratuita.

 

Proprio lo slogan "Prima consulenza gratuita!" è stato la causa della procedura aperta dall'ordine degli avvocati di Monza per "violazione del divieto di accaparramento della clientela"; come già detto in Italia ordini professionali e imprese hanno regole diverse. Sulla scia della procedura si è attivato l'Antitrust stavolta contro l'ordine di Monza per "intesa restrittiva della concorrenza". A questo punto mi sembra doveroso sottolineare quanto la legislazione in materia di concorrenza nel nostro Paese sia abbastanza confusa.

 

L'attuale Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano già da diverso tempo ha richiesto una convocazione degli stati generali degli ordini professionali, a quanto sembra con l'intenzione di reintrodurre i minimi tariffari.

La situazione sembra essere lontana da una chiarificazione, da una parte chi vorrebbe vedere gli ordini professionali equiparati alle altre imprese, dall'altra chi sostiene la tradizione italiana.

Ovviamente nessuna delle due parti è propensa a cercare un accordo, restando arroccate sulle proprie posizioni; almeno in questo entrambe sembrano essere concordi.

 

Scritto da: Admin

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