C’è stato un momento storico in cui, in Italia, tale pratica non veniva nemmeno considerata come un reato: solo dal 1930, infatti, il Codice Rocco lo introduce tra i reati contro il patrimonio, tralasciando tutte le implicazioni sociologiche che lo avrebbero “visto” meglio se collocato tra i reati contro la persona. Nel marzo del 1996, la legge 108 cambia tutto: la tutela della persona viene messa al centro del nuovo provvedimento legislativo. Numerosi aspetti restano da migliorare all’interno dell’impianto di “definizione del fenomeno”: si assiste spesso all’arresto di professionisti insospettabili accusati di questo reato, mettendo in evidenza come questa pratica criminale non sia ad uso esclusivo della criminalità organizzata.
In periodi come quello che l’economia mondiale sta vivendo ora, in cui la circolazione del denaro è ai minimi storici, il fenomeno in Italia vive una fase di crescita costante. Rivolgersi alle banche sembra essere diventato sempre più difficile e chi si trova in condizioni di grande difficoltà è la vittima prediletta del moderno usuraio: l’immediata disponibilità di denaro rende cieco il debitore sui successivi obblighi da mantenere nei confronti del creditore.
L’italiano medio, allora, preferisce spendere i pochi soldi che ha tentando la fortuna e ricorrendo al gioco d’azzardo. Quello regolamentato, di controllo statale. Nel gennaio di quest’anno le scommesse sportive sono aumentate del 27, 56%: con i moderni sistemi informatizzati è possibile scommettere in ogni momento e su qualsiasi tipo di manifestazione sportiva. Le quantità di denaro che circolano nel web sono impressionanti. Ed è emblematico che a guidare questa “corsa alla scommessa” siano alcune tra le regioni italiane più ricche, come il Friuli Venezia Giulia ed il Trentino Alto Adige.
Un fenomeno del genere non passa certo inosservato agli occhi dello Stato: circa un mese fa si è tenuta a Milano la BIT (Borsa Internazionale del Turismo) che ha visto il settore dei giochi fare la parte del leone. Lo Stato ha promosso l’apertura di case da gioco in numerose località di particolare interesse turistico, con la possibilità per gli alberghi a 5 stelle di vedere facilitate le pratiche di apertura di casinò e sale bingo. E’ dato recentissimo, però, il calo deciso degli incassi per le sale da gioco nel mese di marzo appena concluso: una diminuzione media del 15% degli incassi per i principali casinò italiani, come Sanremo, Venezia e Saint Vincent.
Pare dunque che gli italiani siano disposti sì a rischiare ed azzardare. Ma al bar, grattando furiosamente uno tra le decine di nuovi “gratta e vinci”, vero business che in Italia non conosce crisi.


“Usura”. In latino questa parola significa “interesse”. E proprio di interesse si tratta, quando si parla di questo fenomeno economico, che secondo recenti stime smuove in Italia un giro di 30 miliardi di euro ed interessa oltre 150.000 esercizi commerciali.
