Dall'appuntamento di maggio ci si aspettano dei risultati che imprimano un'accelerazione all'attuazione del trattato, sostanzialmente assenti dal 1995, anno in cui se ne estese illimitatamente la validità; la conferenza del 2005 si è conclusa senza che le parti siano riuscite ad adottare un documento di impegno comune, mentre i mutati assetti politico-strategici internazionali degli ultimi anni gettano un'ombra preoccupante sul futuro del TNP.
Quando si parla di disarmo nucleare non si intende solo la riduzione del numero delle testate nucleari attive, ma anche il ridimensionamento del ruolo (militare e politico) che viene assegnato alle armi nucleari. Se i paesi nucleari mostrano di considerare le armi nucleari “utili” dal punto di vista militare, o per accrescere la propria proiezione politica a livello regionale e globale, o per condizionare i paesi non nucleari, è evidente che i paesi non nucleari saranno, chi più, chi meno, interessati ad acquisire anche loro questi “utili” strumenti. *
Il dibattito sul disarmo nucleare rappresenterà ancora una volta l'occasione per un acceso confronto. Un dato risulta particolarmente significativo: nonostante l'opera di smantellamento ed eliminazione avvenuta negli oltre vent'anni dalla fine della guerra fredda, esistono ancora più di 20.000 testate nucleari funzionanti, la maggioranza delle quali è paradossalmente sotto il controllo di Paesi aderenti al TNP.
Uno sforzo in questa direzione è chiesto a gran voce da autorevoli esponenti della società civile internazionale e associazioni come BANg Europe e ControllArmi, legittimati dalle (disattese) "13 azioni pratiche da adottare per arrivare all’eliminazione completa degli armamenti nucleari" (13 Practical Steps to Nuclear Disarmament), un impegnativo documento nato dalla conferenza del 2000 che avrebbe dovuto garantire progressi significativi.
A questo proposito va ricordato che il prossimo 8 aprile i presidenti di USA e Russia sottoscriveranno un accordo (Start 2, ndr) che prevede per entrambe le superpotenze la disponibilità di non più di 1.550 testate nucleari strategiche.

Un ulteriore punto critico della prossima conferenza di riesame del TNP riguarderà lo sviluppo attuale e quello programmato del nucleare civile. La capacità dell'AIEA di supervisionare queste attività dovrà essere ridiscussa per giungere ad un accordo condiviso, che non dia luogo a sospetti di discriminazione verso i Paesi non nucleari.
* cit.: Proliferazione nucleare al bivio, Paolo Cotta-Ramusino per AffarInternazionali



