1987 il referendum sul nucleare

Venerdì 06 Marzo 2009

Il 26 aprile 1986 a Chernobyl ebbe luogo il più grande disastro della storia dell'applicazione pacifica dell'energia nucleare. Della dinamica dell' incidente abbiamo già parlato in un precedente articolo. Le conseguenze di questo incidente si fecero sentire in tutta Europa. L'anno seguente, in Italia, l' 8 e il 9 novembre si svolse un referendum in merito all'energia nucleare.

Prima di entrare nei dettagli del referendum è necessario fare un paio di precisazioni: in Italia un referendum può essere solo abrogativo, cioè può essere indetto per annullare una legge o un articolo di una legge: le risposte al quesito posto possono essere solo Si o No. Quindi la limitazione è molto forte ma per certi versi necessaria. La proposta di una nuova legge di iniziativa popolare necessita di 50.000 firme, ma deve poi seguire lo stesso iter burocratico delle normali leggi, quindi essere approvata da entrambe le camere.

Prima di continuare esponendo i tre quesiti proposti e i risultati, vorrei pregarvi di fare attenzione a quali sono i quesiti e cosa richiedono...

Come detto, contemporaneamente si votò per tre referendum relativi al nucleare. Le tre domande che furono rivolte ai cittadini elettori italiani furono le seguenti (se ne riporta il senso, più che il contenuto esatto):

  • Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti?
    (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8) 
    Risultati: 70,4 % si,16,9 % no, 8,5% bianche, 4,2% nulle.
  • Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
    (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge)
    Risultati: 69,1% si, 17,6% no, 8,9% bianche, 4,4% nulle.
  • Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero?(questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL).
    Risultati: 63,0% si, 24,7% no, 8,0% bianche, 4,3% nulle.

Non venne quindi chiesto nulla riguardo all'approvigionamento da altri paesi, nè venne espressamente richiesto se fosse possibile costruire nuove centrali.

L'abbandono effetivo dell' energia nucleare venne effettuato nel 1988 con l'approvazione, da parte del governo, del nuovo «Piano energetico nazionale», lanciando nel contempo un programma per l'arresto, a breve, dell'assemblaggio di combustibile nucleare. Ciò introdusse il problema dello smantellamento delle centrali nucleari esistenti e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi derivanti dal funzionamento delle stesse.

Purtroppo non sono molto esperto in materia giuridica ma secondo il mio buon senso la costruzione di nuove centrali non dipende dall' esito del referendum e quindi, l' avvio di un nuovo progetto per lo sviluppo del nucleare non deve necessariamente prevedere una nuova consultazione popolare, anche se, sempre il buonsenso, dovrebbe prevederla.

 

Scritto da: Admin

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