Secondo lo Special EUROBAROMETER 279 "Poverty and Exclusion" pubblicato nel settembre 2007 risulta che nell'UE, nonostante disponga di uno dei più sviluppati sistemi di previdenza e prevenzione sociale, circa 68 milioni di persone sono a rischio povertà, ovvero non dispongono degli strumenti economici per provvedere ai propri bisogni primari.
La situazione non è certo andata migliorando: i dati del 2009 riportano cifre vicine agli 80 milioni di individui (il 16% della popolazione comunitaria, ndr). Per questo motivo, in linea con le politiche comunitarie previste dal trattato di Lisbona, è stato designato il 2010 European Year for Combating Poverty and Social Exclusion.
In Italia, nel 2008, le famiglie che si trovavano in condizioni di povertà relativa sono stimate in 2 milioni 737 mila e rappresentano l’11,3% delle famiglie residenti. Nel complesso sono 8 milioni 78 mila gli individui poveri, il 13,6% dell’intera popolazione. Sempre nel 2008, 1.126 mila famiglie (il 4,6% delle famiglie residenti) risultavano in condizione di povertà assoluta per un totale di 2 milioni e 893 mila individui, il 4,9% dell’intera popolazione.*
E' difficile poter aggiungere qualcosa a queste cifre, che da sole trasmettono la gravità del contesto nazionale e comunitario. Dopo esservi fatti un'idea della situazione, vi invito a leggere il quadro strategico messo a punto dall'UE che contiene gli impegni comuni dei paesi membri.
* fonte ISTAT





2010. Può sembrare assurdo, eppure l'Unione Europea (di cui noi tutti siamo cittadini, ndr) ha fortemente voluto per quest'anno un impegno da parte di tutti i paesi che ne sono membri per una dura e risoluta lotta alla povertà e all'emarginazione sociale. Perchè?

