Diritto di Asilo

Domenica 24 Maggio 2009

diritto di asiloIn Italia il diritto di asilo è garantito dall'art. 10 comma 3 della Costituzione: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge".


Questo diritto fondamentale è sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (art. 14), dalla Convenzione di Ginevra del 1954 (art. 1), dalla Convenzione ONU relativa allo status dei rifugiati del 1951, dalla Convenzione OUA sui rifugiati del 1969, dalla Dichiarazione di Cartagena del 1984, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 1950, dalla Convenzione di Dublino e così via.

Ora, il "no all'Italia multietnica" dichiarato dal Presidente del Consiglio italiano nel contesto del rifiuto allo sbarco dei clandestini sulle nostre coste mi fa pensare all'abiura galileiana. Sia chiaro, sono ben lontano dal voler paragonare tra loro queste due figure, il confronto non avrebbe proprio senso. Penso però che chi supporta una tale politica, o idea che dir si voglia, sia un oscurantista, un folle, cieco di fronte alla naturale evoluzione della storia sociale e politica dell'uomo.

I dati forniti dal Ministero dell'Interno e da quello della Giustizia italiani dicono che circa il 35% dei quasi 36000 migranti sbarcati in Italia nel corso del 2008 ha ottenuto lo status di rifugiato. Nel "Rapporto annuale 2006" Amnesty International segnalava che "nonostante sia Stato parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati l'Italia non si è ancora dotata di una legge specifica e completa sul diritto di asilo". Non sarebbe ora di adeguarci? Preferiamo essere giusti sempre e solo a parole? Non serve andare molto indietro nella nostra storia, forse un paio di generazioni, per ricordare le difficoltà che stanno dietro alla scelta sofferta di abbandonare il proprio luogo di nascita.
Oppure lasciamo fare, proclamiamoci difensori dei deboli ma colpiamoli di nascosto. Allora però neghiamo tutto, neghiamo la terra sferica, il suo movimento attorno al sole, neghiamo l'evoluzionismo, neghiamo la naturale propensione dell'uomo alla migrazione, neghiamo i flussi migratori costretti dalla Storia con la 'S' maiuscola, per citare un collega. Qualcuno lo sta già facendo.
Ebbene, datemi fuoco.. io sono una strega!

 

Scritto da: Andrea

1 Commento

  • luigi Domenica 21 Agosto 2011

    luigi

    Il diritto d'asilo prevale sullo "Status di Rifugiato" quando in gioco nel
    rientro in Patria, sta la certezza di una pena di morte.
    I principi della Repubblica Italiana prevalgono su leggi "parziali" che se
    applicate comporterebbero una condanna di morte per l'immigrato espulso, in
    special modo se l'immigrato ha già scontato la pena prevista per il reato commesso in Italia e che il rientro, se attuato, comporterebbe in Patria la pena di morte alla luce del reato commesso in Italia.
    Le stesse espulsioni devono garantire il diritto alla vita, per i non aventi diritto allo "Status di Rifugiati" o al "Diritto d'Asilo" nel loro rientro in patria, mediante accordi con il paese d'origine.
    Non si può espellere con "aggiunta" l'invettiva : "che si arrangi"!
    Devo aggiungere a onor di giustizia, che il Ministro Maroni ha operato in questo senso mediante accordi bilaterali.


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