Attraverso questa iniziativa si cerca di combattere l'"effetto annuncio" sul ddl 773 che cancella il divieto di denuncia, da parte dei medici, per chi commette un reato e al contempo introduce il reato di clandestinità. Chiarendo che la legge italiana tutt'ora tutela il diritto alla salute di qualsiasi cittadino sul suo territorio, si cerca di invertire il trend negativo che ha visto diminuire del 15-20% il numero di stranieri che si fa curare. Se il ddl venisse approvato, sulla scia dei medici che hanno manifestato il loro dissenso al grido di "sono un medico, non una spia", per evitare che questa forma di obiezione di coscienza possa venire punita dalle sanzioni previste dagli articoli 361 e 362 del Codice Penale, si ricorrerà anche alla Corte Costituzionale nella speranza che riconosca le ragioni di priorità della salute pubblica su tutto.
E' senz'altro un'iniziativa che merita risalto, visto che mette anche in luce le tragiche possibilità a cui può portare l'allontanamento dei clandestini dalle strutture ospedaliere, come ad esempio ritrovarsi con un sottobosco di neonati invisibili e senza identità per la paura dei genitori di essere denunciati.
In un periodo in cui quelli che un tempo erano isolati episodi di razzismo si diffondono sempre più, fino a dilagare nella creazione di gruppi xenofobi all'interno di social network con migliaia di iscritti, speriamo che questo Paese si ravveda, ricordi le basi della propria Costituzione e si impegni a denunciare ciò che più lo merita: ignoranza, razzismo e xenofobia. Nessuna di queste parole è all'interno della carta. Ci sarà un motivo.
Diritto alla salute
Venerdì 13 Marzo 2009
E' già qualcosa.
"Nessuna denuncia di cittadini stranieri senza permesso di soggiorno/la legislazione italiana vigente lo vieta/possono continuare a rivolgersi ai servizi sanitari [...] con tranquillità e fiducia". Così recita il manifesto, tradotto in moldavo, cinese, russo, arabo, inglese, francese, spagnolo, albanese, hurdu, hindi e portoghese, che la regione Emilia Romagna farà esporre in maniera capillare presso Ausl, ospedali, poliambulatori, consultori, centri di salute mentale e dormitori pubblici.
Scritto da: Andrea
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