Informazione in Italia: -5

Lunedì 09 Novembre 2009

Secondo il Press Freedom Index 2009 stilato da Reporters Sans Frontières la libertà di stampa di cui possiamo godere in Italia si attesta alla 49a posizione della classifica mondiale. Ben 5 posizioni sono state perse rispetto al 2008.

 

Del resto cos'altro ci si può aspettare da un paese in cui le testate giornalistiche vengono prese di mira ogni giorno da oppositori e concorrenza, dove molte tra queste sono sotto il controllo dei partiti politici (che le finanziano con denaro pubblico, ndr) e dove nell'ottica di rendere pubbliche certe verità vanno tenute in conto le spese legali che conseguiranno a querele e procedimenti giudiziari atti a congelare la cardinale funzione di democrazia che spetta all'informazione?

 

"La letteratura deve essere al servizio della società immergendosi nella realtà, intervenendo, e gli scrittori non possono semplicemente scrivere per intrattenere o per speculare sulla società. Devono avere un ruolo attivo. La parola è potere, ed è ancora più potente quando diventa d'uso comune. E questo è il motivo per cui uno scrittore che prende parte, veicola il suo messaggio con più efficacia che quello che invece scrive aspettando il tempo in cui si realizzino le sue fantasie." Ken Saro-Wiwa

 

Con queste parole lo scrittore-giornalista Roberto Saviano arriva a "giustificare" la sua costante ricerca della verità, nonostante le restrizioni alla sua libertà personale, nonostante le minacce, nonostante ogni giorno un politico qualsiasi ponga all'opinione pubblica interrogativi sull'effettiva necessità di proteggere figure di questo calibro; come se non ritenesse la domanda assolutamente retorica.
Cosa ci si può aspettare da un paese così?

 

Meglio di quanto potrei mai fare io, Giovanni De Mauro nel numero 820 del 12 novembre di Internazionale dà un'idea chiara di quel che è lo stato dell'informazione in Italia:

 

"I fatti arrivano dal nulla, esplodono in prima pagina accompagnati da aggettivi roboanti, e poi scompaiono come se niente fosse accaduto. L'ultimo attentato sostituisce un nuovo scandalo politico, che poi è scalzato da un disastro naturale, il quale a sua volta è travolto da una pandemia, che poi deve far spazio a un nuovo attentato, e così via in una giostra in cui si perde il senso delle proporzioni. Tutto diventa astratto. Sparisce ogni tentativo di descrivere la complessità degli avvenimenti. Ma soprattutto viene cancellata la memoria. Attentati, scandali, disastri, pandemie sono raccontati solo quando sono pronti per finire in prima pagina, mai prima, mentre erano in preparazione, magari sotto gli occhi di tutti. E mai dopo, quando sono usciti dal fascio di luce dei mezzi di informazione. Lettori e telespettatori sono trattati come bambini, incapaci di concentrarsi a lungo e di capire concetti complessi. Ma essere trattati così non piace a nessuno, nemmeno ai bambini."

 

Colpa di tutto questo siamo anche noi: pigrizia, lassismo, inedia, inerzia. Diveniamo adulti. La nostra informazione, proprio perchè nostra, riguarda noi tutti; sta a noi valutarla, selezionarla, boicottarla, migliorarla. Informiamoci.

 

PS: per chi volesse approfondire o avesse dubbi in merito, ma anche per chi voglia contribuire a un'immagine più veritiera (nel bene o nel male) dello stato della nostra informazione, vi rimando alle regole di compilazione dell'indice e al questionario di partecipazione.

 

Scritto da: Andrea

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