Uscite dal negozio, con o senza un acquisto, ma con la sensazione di esservi persi qualcosa; una sensazione offuscata, nebbiosa da cui traspare talvolta un particolare: proprio lì di fronte al risvolto, sull'ultima pagina c'era un qualcosa che ha attirato marginalmente la vostra attenzione con il suo luccichio; nulla che potesse impreziosire il libro che desideravate, semmai depauperarlo.. il bollino SIAE.
Cos'è questa associazione di cui si sente spesso parlare come il demonio delle arti e della cultura nel nostro Paese?
La funzione istituzionale della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) consiste nell’attività di intermediazione per la gestione dei diritti d’autore. La SIAE concede le autorizzazioni per l’utilizzazione delle opere protette, riscuote i compensi per diritto d’autore e ripartisce i proventi che ne derivano. In Italia, l’attività di intermediazione è riservata dalla legge alla SIAE in via esclusiva.
Cos'è dunque questo famigerato bollino (diverso per opere letterarie o musicali, ndr)?
La SIAE cura il servizio di contrassegno libri (obbligatorio, ndr), che consiste nel rilasciare ai richiedenti i bollini adesivi da apporre sui frontespizi dei volumi pubblicati a stampa. La finalità del bollino librario, ai sensi della legge 633 del 1941, va ricondotta nell’ambito del contratto di edizione stipulato tra editore ed autore a difesa della parte contrattualmente più debole, ed è quella di far conoscere all’autore il numero di copie stampate dall’editore (nb: questo servizio è attuato dalla SIAE per conto degli autori anche se non siano propri aderenti).
Dietro ai buoni intenti esistono però molte note dolenti. Ciascun bollino ha un prezzo di 0,03€, che evidentemente, anche se poco rilevante, nel totale delle opere contrassegnate l'editore cercherà di ammortare con una ricaduta sul prezzo di vendita.
La SIAE trattiene anche una provvigione sugli incassi che varia a seconda del tipo di utilizzo dell'opera:
- diritti editoriali (vigilanza sui contratti di edizione): 3%
- recitazione o lettura in pubblico ("piccolo diritto letterario"): 7%
- riproduzione su dischi, CD e cassette audio: 10%
- riproduzione su videocassette, CD-ROM e utilizzazioni sulla rete Internet: 18%
- diffusione televisiva: 14%
- diritti provenienti dall’estero: 3%
- viene applicata una ulteriore percentuale del 4% (per gli autori associati) o del 2% (per gli editori associati), come deduzione di solidarietà
- ai "mandanti" viene, inoltre, applicata una provvigione aggiuntiva del 3% sugli importi netti; per quanto riguarda i diritti editoriali, la provvigione aggiuntiva è, invece, dell’1%
Se consideriamo tutti questi possibili oneri monetari ai quali un autore/editore deve prepararsi a far fronte nella speranza che la sua opera abbia successo capiamo come mai ci ritroviamo sempre più spesso davanti a questo paradosso di un prezzo della cultura sempre più esorbitante. Per non parlare poi di IVA, costi di distribuzione, ecc.
Spero di avervi portato uno spiraglio di luce in più su questa faccenda, anche se molto ci sarebbe ancora da dire: la SIAE è un ente pubblico a gestione privata, il bollino è stato giudicato inammissibile da una sentenza della corte di giustizia europea e riammesso con una legge ad hoc, ecc. Ne riparleremo.
Nel frattempo continuiamo a spulciare cantine, bancarelle e negozi di libri usati alla ricerca di una cultura che si possa considerare al passo con il prezzo della vita.


