Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica a Pavia

Mercoledì 24 Novembre 2010

centro_avanguardia_cura_tumoriIl 15 febbraio 2010 è stato inaugurato a Pavia il CNAO, centro d'avanguardia per la cura dei tumori secondo in Europa e tra i pochissimi al mondo, che permetterà la radioterapia di precisione dei tumori profondi, e in particolare di quelli radioresistenti ai raggi X, grazie ad un acceleratore in grado di generare fasci sia di protoni (ioni dell'atomo di idrogeno) sia di ioni carbonio, particelle più pesanti degli elettroni dette appunto “adroni”.

 

Sandro Rossi, segretario generale e direttore tecnico della Fondazione CNAO, afferma che la tecnologia presente nelle tre sale di trattamento, dotate di quattro fasci, tre orizzontali e uno verticale (vedi immagine sopra (*)), permetterà di colpire i bersagli tumorali con una precisione sub-millimetrica. Protoni e ioni carbonio, accelerati rispettivamente a 200 MeV e a 4.700 MeV (contro i 10-20 MeV degli elettroni utilizzati nella convenzionale terapia con raggi X), permettono infatti di irradiare i tumori profondi (penetrando fino a 27 cm) seguendone il contorno con estrema precisione e di risparmiare i tessuti sani circostanti.

fasci_protoni_ioni_carbonioIl maggior vantaggio dell'adroterapia consiste nel fatto che un fascio di adroni carico rilascia la maggior parte della sua energia distruttiva (in rosso nell'immagine a lato (**)) sul bersaglio: la dose al tumore può essere quindi molto elevata recando al tempo stesso meno danni ai tessuti sani circostanti rispetto alla radioterapia con raggi X. Questa proprietà è particolarmente importante nei casi in cui il tumore è localizzato presso organi vitali che non devono essere irradiati.

 

Per ottenere tutto questo la Fondazione TERA, istituzione senza fini di lucro costituita nel 1992 e riconosciuta come Ente morale dal Ministero della Sanità nel 1994 (G.U. RI 2 Dic. 1994, n.282), ha progettato, basandosi sugli stessi principi e le stesse tecnologie del CERN di Ginevra, un sincrotrone del diametro di 25 metri (vedi immagine sopra (*)), realizzato grazie al contributo determinante dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) che ha esercitato anche la co-direzione tecnica.

 

15.000 persone l'anno potrebbero beneficiare dell'adroterapia: dei 120mila pazienti che ogni anno vengono sottoposti a radioterapia in Italia, si stima che circa il 5% debba essere curato con fasci di adroni. Roberto Orecchia, direttore scientifico del CNAO e vice presidente di TERA, afferma che questa è un’arma in più a disposizione di medici e pazienti che può essere utilizzata in aggiunta o in sostituzione dei trattamenti tradizionali, siano essi radioterapici, farmacologici o chirurgici.

 

In generale, le indicazioni cliniche della terapia con fasci di protoni riguardano le neoplasie oculari e i tumori che interessano la base del cranio, la spina dorsale e la prostata. Gli ioni carbonio sono vantaggiosi anche per i seguenti tumori: carcinomi delle ghiandole salivari e dei seni paranasali, sarcomi ossei e dei tessuti molli, carcinomi delle vie biliari, tumori dei polmoni e del fegato e tumori pediatrici.

In particolare, gli ioni hanno una maggiore efficacia biologica relativa (EBR) rispetto ai raggi X e anche ai protoni: le cellule hanno una minore capacità di riparare le lesioni prodotte dagli ioni, che sono quindi particolarmente indicati nel trattamento dei tumori radioresistenti, che cioè resistono sia ai raggi X sia ai protoni e rappresentano il 10% circa di tutti i tumori trattabili con le radiazioni.

 

Il CNAO è gestito dalla Fondazione CNAO, appositamente istituita nel 2001 dal Ministero della Salute sotto la guida di Umberto Veronesi con uno stanziamento biennale che, dopo un'indagine approfondita, è stato confermato e mantenuto (eccezionalmente, nda) dai successivi ministri e governi.

La struttura, conclusa la fase di sperimentazione clinica e i test sull’uomo, tratterà in maniera routinaria i primi pazienti a partire dalla fine del 2011 (per informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

 

 

(*) immagine tratta dal sito dell'INFN

(**) immagine tratta dal sito della Fondazione TERA

 

Scritto da: Andrea

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