Il primo parametro che prenderemo in esame sono le virgolette " ": inserendo del testo all'interno delle virgolette la ricerca verrà eseguita non sulle parole chiave ma sulla frase esatta, cosa questa che sicuramente può tornare utile.
Il secondo parametro è l'asterisco *: inserendo l'asterisco all'interno di una frase da ricercare Google cercherà di completare la frase. Questa opzione risulta molto utile se si cercano frasi celebri o citazioni, oppure se si vogliono dei risultati di cui non si conosce l'esito. Un esempio banale potrebbe essere, per conoscere il risultato di una partita tra Milan e Inter, Milan * Inter, l'asterisco verrebbe sostituito da batte o pareggia, ovviamente l' esempio non è molto utile ma spiega meglio il possibile utilizzo dell'asterisco.
Quando effettua delle ricerche Google esclude molte parole comuni, inoltre spesso può sostituire un termine con un suo sinonimo. Per evitare questo comportamento oltre ad usare le virgolette è possibile ricorrere all'operatore +; formulando una richiesta inserendo il +termine, senza spazi tra il + e il termine da cercare, è possibile includere termini altrimenti esclusi, e specificare di limitare la ricerca al termine esatto e non ai sinonimi.
Se vogliamo invece escludere dai risultati un particolare sito, ad esempio Wikipedia, quello che dobbiamo fare è semplicemente aggiungere in coda alla richiesta -wikipedia, sempre senza spazi tra il - e il temine. Il - si può utilizzare più volte escludendo quindi più domini. Si può anche utilizzare per eliminare dei sottodomini, ad esempio nel caso dei blog de L'espresso utilizzando -espresso verranno esclusi i blog ma non il sito di Repubblica. Questo succede perchè il meno serve ad escludere dai risultati le pagine che presentao nel nome di dominio (tutto quello che sta tra il www. e la prima barra /, nda) la parola inserita.
Per restringere la ricerca ad un solo sito è sufficiente aggiungere in coda alla richiesta site:nome-del-sito. Se invece stiamo cercando una definizione basta formulare la ricerca come define:termine. Altri operatori poco comuni sono: inurl:, intitle: e intext:; questi consentono di restringere la ricerca ad una sola parte della pagina, rispettivamente all'indirizzo (URL), al titolo (inteso come meta-tag <title>), e al testo (inteso come contenuto del tag <body>). Il loro utilizzo è davvero sporadico ma in alcuni casi possono risultare utili.
L'ultima funzionalità che voglio presentarvi è la ricerca di file. Google non indicizza “solo” pagine web, ma durante le sue scansioni raccoglie anche informazioni su alcuni tipi di file, ad esempio i documenti pdf, i file word o i fogli di calcolo excel, per citarne alcuni.
Per avviare una ricerca di uno specifico tipo di file è possibile utilizzare il comando filetype: ad esempio una query del tipo manuale debian filetype:pdf restituirà come risultato manuali in pdf per il celebre sistema operativo open source.
Certamente la qualità dei risultati offerta dai moderni motori di ricerca non ha nulla a che spartire con quella dei primi AltaVista, e se fino a non troppo tempo fa queste opzioni risultavano quasi indispensabili, ormai molte opzioni sono state completamente inglobate dalle ricerche standard; resta però vero che in alcuni casi il loro utilizzo può ancora semplificare le ricerche.
Rimando a I segreti della casella di ricerca Google - parte 2 la spiegazione di alcuni servizi aggiuntivi disponibili direttamente dalla casella di ricerca.


Google è sicuramente il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ma quando effettuiamo una ricerca i risultati che ci vengono presentati possono non essere esattamente quelli che ci aspettiamo, può succedere che le parole che abbiamo cercato siano presenti in un ordine diverso, oppure che siano presenti ma non vicine tra loro, altre volte potremmo voler cercare una definizione; insomma, a volte il “solito” Google può andarci stretto.

