Sviluppare una qualsiasi attività con la coscienza che un'adeguata politica ambientale permetterà di prolungarne l'esistenza è un percorso che in molti stanno cominciando ad intraprendere. D'altronde, l'ingordigia delle risorse ambientali porta ad un rapido esaurimento delle stesse, con ovvie conseguenze sia sul lato umano che su quello economico.
Organizzazioni come Forest Stewardship Council (FSC), ONG internazionale senza scopo di lucro, vengono in aiuto alle aziende maggiormente sensibili ai temi ambientali garantendo la certificazione di prodotti contenenti legno di foreste gestite seguendo precisi standard ambientali, sociali ed economici.
Combattere il fenomeno della deforestazione indiscriminata e garantire la ricrescita delle piante abbattute ha infatti numerosi vantaggi a livello economico, oltre a quelli evidentemente ecologici: primo fra tutti la non esauribilità del legno come materia prima. Non a caso tra i suoi membri troviamo il gruppo IKEA e la Confederazione Italiana Agricoltori.
FSC garantisce la provenienza tramite un sistema a catena di custodia: una volta determinate le foreste gestite con un consumo rinnovabile del legname, queste vengono certificate; da qui in poi ogni passaggio del prodotto, dall’albero al consumatore, viene controllato dalla stessa FSC per assicurare che il legno venduto sia stato tagliato effettivamente in tali foreste.
Il controllo è anche più stringente: ogni acquirente a valle, fino al venditore al dettaglio (escluso), deve avere il proprio certificato di catena di custodia, altrimenti non potrà apporre il marchio FSC sui propri prodotti anche se fabbricati con legno proveniente da foreste certificate. In questo modo si garantisce il legno lungo tutta la linea produttiva, rendendo impossibile per un qualsiasi intermediario della catena (un trasformatore di pannelli di legno, un produttore di carta, un tipografo, ecc.) vendere legno non controllato acquistato da terzi con il marchio di garanzia FSC.
Dal lato pratico, purtroppo, non esistono abbastanza foreste certificate FSC nel mondo per soddisfare la domanda, di conseguenza esistono vari certificati meno restrittivi, basati sulla seconda classificazione FSC: le foreste (o i trasformatori successivi) che per qualche aspetto secondario non possono essere certificate, ma che sono comunque adatte alla produzione rinnovabile, ricevono la certificazione “controlled wood” (in italiano, legno controllato) ; questa permette di usare insieme i due legni e apporre comunque un certificato FSC (diverso però dal precedente, ndr). La differenza? Non tutta la merce prodotta da un’azienda certificata FSC potrà avere il marchio, ma solo una quota parte di essa espressa in crediti, legati alla quantità di legno (o sottoprodotto) “full FSC” che si compra ogni anno. Solo se tutto il legno acquistato è “full FSC”, allora tutto il venduto lo potrà essere.


L'ambiente è spesso considerato come un ostacolo all'espansione economica, in quanto la sua tutela prevede una serie di pesanti restrizioni e la necessità di seguire linee guida e/o normative che incidono sui costi e costringono ad aumentare gli sforzi.

