Carta Ogni anno una persona produce mediamente 92 chilogrammi tra carta e cartone (5 milioni di tonnellate circa considerando l`intero territorio italiano). E`come se un'italiano medio "consumasse" un albero alto 4 piani e con un diametro di 30 centimetri; le stime, infatti, prevedono che, per produrre quei 92 chili di carta si usino 234 chili di legno! Sempre per dare un'idea in numeri, è come dire che da sola l'Italia fa abbattere 125 milioni di alberi. Se consideriamo che, oltre ai costi di produzione e all'energia usata, per produrre una tonnellata di carta ci vogliono dai 240 ai 400mila litri di acqua abbiamo una stima complessiva che dovrebbe far capire quanto sia importante la questione.
Plastica La produzione annua in Italia di plastica è di circa un milione e 300 mila tonnellate. Un chilo di PVC o di PET richiede l'impiego di 1,6 chili di "virgin nafta" o, più comunemente, petrolio, di cui conosciamo bene i costi! Per gli usi che conosciamo, inoltre, sono impiegate sostanze come gli ftalati (per aumentarne la morbidezza) o ritardanti di fiamma polibromurati (per la resistenza al fuoco). La pericolosità di queste sostanze per gli equilibri ambientali è molto elevata, ed è quindi importante non disperdere nell'ambiente materiali plastici di alcun genere. Ancora, la combustione della plastica produce elevate quantità di diossina, il cui deperimento e lunghissimo.
Vetro Riciclabile al 100%! Un chilo di vetro produce un chilo di vetro, produrlo ex novo richiede l'impiego di diversi litri d'acqua e la combustione di mezzo chilo di petrolio. Una nota positiva è che l'Italia è al terzo posto tra i paesi europei in fatto di riciclo di questo materiale.
Alluminio Per produrlo è necessaria la bauxite, estratta da paesi del terzo mondo (con pesanti costi ambientali) e lavorata con grande dispendio di energia. Dalla bauxite si ricava il 40% di alluminio, il resto sono fanghi inquinanti. Ogni anno in Italia si gettano circa 20mila tonnellate di alluminio, corrispondenti al consumo di 1400kWh! L'alluminio, se riciclato, fa risparmiare il 93% tra materiali ed energia.
Oli usati Sia che vengano da veicoli a motore, sia che siano alimentari, sono inquinati e possono essere riutilizzati. I primi possono essere recuperati da meccanici o benzinai attrezzati. Per gli oli alimentari va avviata la raccolta differenziata, gettarli nello scarico è infatti dannoso per l'ecosistema.
Pile e batterie Un grammo di mercurio, contenuto in una pila, può inquinare mille metri cubi di acqua e 200mila quintali di alimenti. Le stime parlano di 380 quintali di mercurio gettati dagli italiani ogni anno. Stesso discorso per le batterie delle auto, che contengono piombo. Materiali come mercurio, piombo, cadmio,... sono pericolosi per l'ambiente e (se proprio non vi basta) anche per la salute dell'essere umano. Vanno quindi smaltiti in maniera corretta.
Medicinali scaduti Secondo la legge sono classificati come rifiuti urbani pericolosi. Composti da sostanze chimiche pericolose anch'esse per ambiente e salute. Segnaliamo che è possibile portarli in molte farmacie che provvederanno a smaltirli.
Fonte: Ecoenergia n.2 febbraio 2008 anno terzo.





I rifiuti che normalmente produciamo nelle nostre case possono essere divisi in tre macro categorie. Frazione umida, composta per la maggior parte da scarti alimentari; frazione secca non riciclabile, che è tutto quello che non può essere riutilizzato per produrre qualcos' altro; infine i materiali riciclabili, suddivisi a loro volta in quello che effettivamente viene riciclato(carta, plastica, vetro, alluminio e oli usati) e alcuni prodotti da smaltire in maniera particolare(pile e batterie, medicinali scaduti), perciò non equiparabili alla frazione 'secco non riciclabile'.

