Caro Zaia, vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco - Sergio Frigo

Martedì 27 Luglio 2010

vorrei essere leghista ma proprio non ci riescoPremessa. Questo sito si definisce apolitico e resta tale. Con questo articolo non intendo fare uno strappo alla regola, intendo offrire un'opportunità, uno spunto a chi è disposto a uscire dalla “logica di partito” e affrontare serenamente alcuni temi con spirito critico; se preferite rimanere sulle vostre posizioni, per favore, smettete di leggere.

Fine premessa.

 

L'autore di questo libro, Sergio Frigo, definisce il suo lavoro come una lettera aperta a Luca Zaia. Al momento della stesura, Zaia è Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e sta concorrendo per la presidenza della regione Veneto. I pronostici dell'autore sono in suo favore e, nel momento in cui scrivo, Zaia ha effettivamente vinto la sua battaglia. L'intenzione dell'autore è quello di aprire un fronte che si considera erroneamente sigillato, ovvero quello tra la Lega Nord e la sinistra, con una sconvolgente analisi sugli errori e sui punti di forza che questi schieramenti propongono all'elettorato.

 

Il libro si apre con una dichiarazione di intenti, ma già dai primi capitoli Frigo si interroga su molti aspetti della politica, riconoscendo innanzitutto gli errori della sinistra italiana e del perchè sia diventata così impopolare anche tra le schiere dei suoi elettori, portandola ad una perdita di voti che si traduce, a volte, con la sconfitta in province e comuni considerati sue “roccaforti”.

Si prosegue poi con i molteplici aspetti positivi della Lega Nord e del perchè la figura di Zaia abbia contribuito a rafforzarne la popolarità, toccando tematiche che lo rendono un personaggio molto popolare anche negli schieramenti opposti.

L'autore non ha paura di mostrare il fianco e dichiara la sua posizione ribadendo fermamente le motivazioni per le quali ha scelto di non votare Lega Nord, ma in questo ci propone un'analisi accurata di ciò che rende (o potrebbe rendere) questo partito impopolare ai componenti dei diversi schieramenti.

 

Alla fine del libro, inoltre, sono presenti quattro interviste che possono insegnarci molto su come sia intesa la politica da chi la fa e su cosa stia diventando, nel bene o nel male:

  • Sandy Cane, italo-americana la prima donna di colore ad essere eletta sindaco, candidata dalla Lega
  • Jean Léonard Touadi, primo parlamentare di colore della repubblica italiana
  • Flavio Zanonato, per la quarta volta sindaco di Padova nonostante le sue politiche che gli sono costate l'appellativo di “sceriffo di sinistra”
  • Gian Carlo Galan, al momento della stesura del libro Governatore della regione Veneto per la terza volta e attualmente Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali al posto dello stesso Zaia.

 

Personalmente, ho trovato questo libro una lettura piacevole e a suo modo affascinante, anche se talvolta l'autore affronta alcuni temi con un linguaggio che può risultare di difficile comprensione. Equipaggiandovi con la giusta dose di pazienza ed apertura mentale, riuscirete ad aprire nuovi fronti sulla delicata mappa degli schieramenti politici italiani.

 

 

Sergio Frigo

 Caro Zaia, vorrei essere leghista ma proprio non ci riesco

 

«Chaos», pp.180, € 12,00

Edizioni biblioteca dell'immagine

 

Sergio Frigo lavora nella redazione cultura del Gazzettino. Ha fondato la rivista di relazioni culturali “Cittadini Dappertutto”, con la quale ha vinto il premio Nevio Furegon per il giornalismo sociale, ed è direttore responsabile dei periodici “Parliamo Africa” e “Il Paginone”. Collabora inoltre col mensile nordesteuropa.it e organizza eventi e rassegne culturali.

 

Scritto da: Enrico

4 Commenti

  • Gelindo Sabato 14 Agosto 2010

    Gelindo

    Caro Sergio,
    Mi permetta un tono confidenziale. Nel leggere il libro potrei aver rischiato grosso! Ma in qualità di cattolico senza "se" e senza "ma" mi considero immune da ogni idea di sinistra.
    Stò leggendo il suo libro: CARO ZAIA .....Premetto che non sono un anti-intellettuale, non lo sono i leghisti che io conosco. Non mi posso definire un uomo di cultura, purtroppo, ma ne sento la mancanza. Il suo libro incomincia con la parola "orgoglio" che anch'io condivido; ma che i cattolici di sinistra che io conosco si indignano quando la pronuncio, perchè, dicono, crea divisione. Quindi, sul piano dei "Valori" la differenza è sostanziale. Del suo libro mi piacciono di più le interviste e le conclusioni. Le autocritiche e le critiche mi fanno pensare molto ad un intellettuale quale Lei è, e come in tutti gli intellettuali di sinistra che io conosco, fatico a trovare originalità e razionalità. Secondo me, quando si usa la dielettica per "catturare" il consenso si rischia di rendere il discorso irto e impenetrabile, anzichè: limpido aperto, diretto. L'ermetismo intenzionale può fare onore a qualche composizione poetica, ma non è al suo posto nel percorso verso la verità e verso l'acquisizione delle certezze. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui la Lega o, meglio, tanti leghisti diffidano degli intellettuali. In fatto di pragmatismo, voi della sinistra non siete secondi a nessuno. Inoltre nel suo libro il federalismo fiscale non viene neanche menzionato, che è, secondo me,il rimedio a tutti, dico tutti, i mali di questo squinternato Paese. Anche dalla sua parte, molti, lo ritengono: utile, neccessario, indispensabile, urgente. Termino anche se di cose ne vorrei dire ancora molte; ma forse ci sarà qualche altra opportunità.
    Comunque, grazie per avermi dato l'occasione con soli 12 euro di poter riflettere sull'attuale momento "storico" della nostra Regione, e non solo.

    Mi permetto di segnalarLe un libro che ho letto. Potrebbe essere anche per Lei utile....Mi creda, la preoccupazione sta più da "questa parte!"..!

    Dalla: Piccola Biblioteca di Nuova Storia Contemporanea un libro di Roger Scruton:

    Il suicidio dell'Occidente
    Intervista a cura di Luigi Iannone.
    Le Lettere.

    Dalla premessa:
    Il suo punto di partenza è la crisi dell'uomo occidentale, sopratutto di quello europeo, che nega ed annulla i caratteri ereditari in un dispiegamento sempre più vasto di riferimenti e in un indefinito universalismo dei diritti.
    Ma l'accusa di Scruton è rivolta innanzitutto alle èlite auropee che pigramente indietreggiano, una casta che si riproduce per cooptazione e concede spazi al nemico interno ed esterno il quale tende a rendere innocua la nostra identità; una ritirata favorita dalla trasmutazione antropologica dell'uomo moderno, inerme dinanzi ad ogni ipotesi di resistenza.
    D'altra parte bisogna convenire con Scruton quando afferma che quasi nessuna scuola pubblica tende a favorire lo studio della cultura e dell'eredità europea mentre si diffonde ormai una sorta di cultura universale che si struttura e si sedimenta su basi sempre più condivise. Tuttavia per l'intellettuale anglossasone non siamo prossimi alla catastrofe. Ci resta una via d'uscita grazie alla riproposizione di un consenso generalizzato verso valori chiari; ma ciò va fatto con rigore impetuoso e ricostruito partendo dal basso, quindi dal "locale".

    Una intervista graffiante sui temi più scottanti dell'attualità politico-culturale rilasciata da uno dei maggiori pensatori contemporanei.


  • Enrico Domenica 15 Agosto 2010

    Enrico

    Grazie per aver condiviso con noi le tue riflessioni, Gelindo. Non vorrei sembrare offensivo e ti assicuro che non è mia intenzione esserlo, ma non credi che 'cattolico', 'di sinistra', ecc siano etichette un po' superate?
    Voglio dire, se continuiamo a comportarci e pensare seguendo questi schemi di comportamento non ne verrà mai niente di buono, si rischia una sorta di 'fondamentalismo' (tra molte virgolette), che in un epoca storica così difficile e delicata rischia di creare attriti, anche in questo nostro modesto sito. Cerchiamo di evitarle, almeno qui.

    Ho scelto di scrivere un articolo su questo libro proprio perchè mi piaceva l'idea che lo permea di cominciare a vedere la nostra realtà fuori da quest'ottica. Secondo me le riflessioni che ci porti dimostrano che funziona: una persona in grado di capire diversi punti di vista ha una visione più chiara dei problemi!

    Comunque grazie per la segnalazione di questo nuovo libro, sembra interessante, cercheremo di sviluppare anche questo tema.


  • Sergio Frigo Lunedì 31 Gennaio 2011

    Sergio Frigo

    Caro Enrico, caro Gelindo, grazie per l'attenzione che avete dedicato al mio libro, e anche per la segnalazione.
    Sono abbastanza d'accordo sulla questione dei valori da difendere, e nel libro lo dico. Mi dispiace invece l'accusa di ermetismo, il mio sforzo andava esattamente in senso contrario, colpa mia se non ci sono riuscito, ma molti lettori me ne hanno dato atto. Infine il federalismo: c'è un capitolo ad hoc, a pagina 100.
    CORDIALI SALUTI.


  • Enrico Lunedì 31 Gennaio 2011

    Enrico

    Ciao Sergio! Sono contento che ti sia piaciuto questo articolo, il tuo libro è stato particolarmente ispirante!
    Non nasconderò che ho dovuto prendere in mano il vocabolario più di una volta leggendo il libro, del resto leggere significa anche imparare nuove parole. Il termine ermetismo è un po' esagerato, in effetti; il libro si spiega benissimo e il senso è chiaro. Complimenti soprattutto per le interviste che rivelano i profondi conflitti della nostra politica. Sperando che chi di dovere (in molti schieramenti) lo legga e sappia cogliere i frutti del tuo lavoro.
    A presto e grazie per aver letto l'articolo!


Aggiungi commento