Il caro armato - Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca

Lunedì 26 Aprile 2010

spese, affari e sprechi delle forze armate italianeIl valore di un libro come Il caro armato sta nell'ostinazione alla chiarezza, perseguita con impegno, lasciando che siano i numeri a formare il profilo dei fatti.
E' un compito arduo quello che si sono assunti Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca: ricomporre un quadro coerente dell'apparato militare sulla base dei dati disponibili, "più aleatori delle statistiche e delle cifre di qualsiasi altro comparto di spesa pubblica o di settore economico", che a conti fatti è ben diverso da come ci viene usualmente presentato.

 

 

La ridefinizione della struttura delle Forze Armate italiane secondo il "Nuovo Modello di Difesa", concretizzato dalla legge n.331 del 2000, è il punto d'inizio essenziale per arrivare a capire la costante presenza di ambiguità e mancanza di trasparenza attorno ai bilanci della Difesa.

 

"Le Forze Armate devono essere considerate in una nuova ottica, secondo la quale la difesa statica del territorio perde di significato mentre le operazioni multinazionali di proiezione, presenza e sorveglianza assumono la caratteristica di compito istituzionale prioritario ed insostituibile, sia ai fini della Difesa nazionale (i confini del territorio si sono di fatto "allargati"), sia di concreto sostegno alla politica estera del Paese" (dalla "Nota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa" in riferimento all'anno 2009).

 

"Il complesso dei fondi che lo Stato mette a disposizione della Difesa e delle strutture militari sembra vestito con la mimetica"; un lungo e controverso capitolo è dedicato a questo argomento. A fronte dei tagli annunciati le Forze Armate beneficiano di finanziamenti provenienti dal Ministero dell'Economia, dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dalle leggi finanziare, che di fatto ribaltano la versione negativa per un totale di stanziamenti erogati che supera i 20 miliardi di euro l'anno.

 

Il caro armato mette a nudo altre conseguenze nascoste della progressiva trasformazione dello strumento militare in professionale: la morte silenziosa del servizio civile, l'impiego dei militari in città per arginare l'"emergenza sicurezza" (provvedimento che a parità di costi avrebbe permesso l'assunzione stabile di 20.000 agenti di pubblica sicurezza, ndr), la mancanza di fondi per la "truppa", le esercitazioni e la manutenzione di mezzi e "sistemi d'arma" che pure vengono acquistati per miliardi di euro.
Sono solo alcuni esempi di sprechi e disinformazione consapevoli, possibili e doverosi da evitare.

 

 

Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca
Il caro armato
Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane

pp.129, € 12,00
edizioni Altreconomia

 

Massimo Paolicelli, giornalista, scrive di pace e obiezione di coscienza. Presidente dell'Associazione Obiettori Nonviolenti, collabora alla campagna Sbilanciamoci! e a Rete Italiana per il Disarmo.

Francesco Vignarca, coordinatore nazionale di Rete Italiana per il Disarmo, si occupa di spese militari, produzione e controllo degli armamenti.

 

Scritto da: Andrea

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