Fuori orario - Claudio Gatti

Mercoledì 14 Aprile 2010

Claudio Gatti sale su un treno italiano al suo rientro dagli Stati Uniti; ciò che vede gli suggerisce delle domande a cui, privo della rassegnata indifferenza costruita dai quotidiani disservizi, non riesce a negare delle risposte. Fuori orario è la testimonianza minuziosa "delle conseguenze e dei costi di una gestione privatistica della cosa pubblica. E della cultura dell'assalto alla dirigenza statale. Da parte di tutti: dipendenti, dirigenti, politici, imprenditori, sindacati. E persino degli utenti."

 

 

"Il Piano industriale 2007-2011 delle Fs rivela che le ferrovie trasportano appena il 5 per cento dei passeggeri e il 12 per cento delle merci in circolazione in Italia". Tanto basta per ricevere finanziamenti per circa 6 miliardi di euro all'anno dallo Stato (escludendo eventuali oneri aggiuntivi per l'Alta velocità-Alta capacità, ndr), ovvero un «canone Fs» di 273 euro ripartito su 22 milioni di famiglie italiane.
E chi usufruisce quotidianamente della bassa qualità dei servizi resi paga anche di più; su di essi ricadono gli aumenti delle tariffe, strumenti necessari al «risanamento» dell'azienda.

 

Testimonianze, rapporti riservati, messaggi mail permettono a Claudio Gatti di ricostruire un disastro imprenditoriale, conseguenza "di una storia di ripianamenti continui che hanno permesso per decenni di ignorare il principio che la perdita di capitale e l'insolvenza portano al fallimento"; lo stesso Mauro Moretti (amministratore delegato di Fs, ndr) nel Piano Industriale 2007-2011 parla di «progressivo declino dell'impresa ex monopolista nazionale». Una versione dei fatti discordante dai proclami ufficiali, sconveniente a recuperare l'affidabilità nei confronti di una clientela sempre più scontenta e sfiduciata.
"E non si può neppure dire che esista un Nord efficiente e un Sud lassista: stesse contraddizioni e problemi irrisolti di un unico sistema. Ai limiti e alle disfunzioni degli impianti si sommano poi errori organizzativi e manageriali." Ecco allora che Fuori orario si rivela un grido di Cassandra: il gruppo Ferrovie dello Stato, con le sue partecipate, rappresenta una struttura cinque volte più grande di Alitalia.

 

Quest'inchiesta è poi emblematica delle condizioni socio-culturali che permettono che tutto questo accada, perchè "niente rispecchia i limiti e i difetti del nostro popolo più delle Ferrovie dello Stato." Ritardi, violazioni consapevoli delle norme igienico-sanitarie, compensi milionari ai manager, appalti truccati, favoritismi, ricatti, politiche passive, tagli, sprechi, danni ambientali, furti, vandalismo e corruzione; un vocabolario quotidiano, che costringe l'autore di questa ammirevole ricerca ad una amara conclusione: "le ferrovie hanno contribuito a fare l'Italia, ma nè le ferrovie nè l'Italia ci paiono riuscite bene".

 

 

Claudio Gatti
Fuori Orario

«Principio Attivo», pp.256, € 15,00
Chiarelettere

 

Claudio Gatti (Roma, 1955) risiede dal 1978 negli Stati Uniti. Inviato speciale de Il Sole 24 Ore, collabora con il New York Times e l’International Herald Tribune.
Nel 2005 è stato il primo giornalista a denunciare lo scandalo Oil for Food. È autore di altre inchieste sul terrorismo islamico, le economie illegali e la recente crisi finanziaria.

 

CLAUDIO GATTI RISPONDE ALLE CONTESTAZIONI DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO DEL GRUPPO FS, MAURO MORETTI

 

Scritto da: Andrea

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