Scatole cinesi

Domenica 16 Gennaio 2011

In basso i calici! 15 gennaio 2011

 

E’ notizia di questi giorni che in Cina alcuni malfattori acquistano costose bottiglie vuote originali di grandi vini francesi (anche di annate molto vecchie), le riempiono con vini mediocri, le richiudono ad arte e le vendono ad un valore di migliaia di euro ai danarosi nuovi ricchi di Pechino, smaniosi di possedere, sfoggiare e consumare tutti gli status symbols del benessere occidentale.

 

Unanimi i toni di sdegno espressi dalle aziende europee del lusso, scandalizzate di come possano essere sfruttati e sviliti marchi così famosi per le loro ambite e inconfondibili merci di pregio.

 

Eppure quei cinesi furbetti si sono limitati ad imparare e mettere in pratica la loro lezione. Molte di tali aziende, sempre più spesso, proprio in Cina e a costi irrisori,  fanno realizzare prodotti ai quali appiccicano targhette con i loro marchi decuplicando i guadagni e infischiandosene dell’affidabile artigianalità che ingannevolmente fanno intendere al consumatore.

 

Forse se la prendono tanto perché, di solito,  il “know how” andrebbe pagato.

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