El Bulli

Mercoledì 03 Febbraio 2010

In basso i calici! 2 febbraio 2010

 

Ferrand Adrià, il cuoco spagnolo più famoso al mondo, ha annunciato che chiuderà il suo ristorante per due anni. Il vate della cucina molecolare e filosofica è stanco e ha bisogno di un periodo sabbatico per riposare la mente e rinverdire la sua vis creativa.

 

Che stupidi i grandi cuochi che lo hanno preceduto come Fredy Giradet, Joël Robuchon o Paul Bocuse (nominati cuochi del secolo scorso) o come Gualtiero Marchesi in Italia; hanno sempre creduto che l’arte culinaria sia una continua abnegazione quotidiana nel tentativo di creare e perfezionare le ricette nelle quali la massima cura e scelta della materia prima sono ingrediente imprescindibile. Un ristorante è grande quando in cucina c’è il cuoco a preparare e dirigere l’uscita dei piatti, che si impegna per condividere la sua “arte” con il cliente, la soddisfazione del quale appaga i suoi sforzi.

 

Ferrand è invece il capofila di una generazione di cuochi che cercano solo l’affermazione di se stessi e della loro vanità; per loro la cucina del ristorante è diventata piccola piccola e cercano gloria al di fuori, nei mass media che ne fanno prime donne. I piatti diventano concettuali perdendo anche la minima finalità alimentare. Per favore Adrià dedichi la sua vita a conferenze filosofiche e non riapra più il suo teatro.

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