McZaia e McItaly

Domenica 31 Gennaio 2010

Lettera aperta del 29 gennaio 2010

 

Il pur meritevole ministro Zaia non è certo uno spettacolo con la pettorina marchiata McDonald’s mentre serve il nuovo panino McItaly, fatto con formaggio Asiago DOP e carne italiana, come se fosse una grande vittoria del made in Italy.

 

La valorizzazione dei prodotti tipici nazionali è importantissima, ma altrettanto importante è come li si preparano e, soprattutto, come vengono consumati. Il fast food non è una tavola imbandita. Sarebbe come bere con la cannuccia alla fermata del tram Barolo imbottigliato nel Tetra Brik come i succhi di frutta. Se i giovani imparano a conoscere i grandi prodotti tipici italiani perché li mangiano in un panino, quello rimarrà il modo che continueranno a considerare consono per il loro consumo. Le nostre materie prime e la nostra cucina sono così importanti e conclamate non solo per la loro indubbia qualità intrinseca, ma anche per il loro stretto legame con il territorio e con una tradizione antica. Tali legami ne costituiscono il tesoro più prezioso perché sono cose che non si possono comprare. Questo non significa cocciuto attaccamento a consuetudini obsolete da parte di “intellettuali bucolici”, ma obbligo di rispettare identità e passato anche nell’innovazione e nell’adeguamento ai tempi.

 

E poi io quel panino l’ho assaggiato: più che un’americanizzazione del made in Italy mi è parso un cheeseburger mancato. Lo so molti pensano che, di fronte alla globalizzazione imperante di gusto e cibo, sia necessario seguire il detto: “Se non puoi batterli, unisciti a loro. Influenzali dal di dentro!” La mia impressione è, invece, che mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata.

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