Tale sensibilità è o non è; quando c’è ed è autentica non può che essere rispettosa verso il vino, scevra di ogni egoismo e votata alla condivisione. Il vero bevitore non è una prima donna, non si vanta di ciò che sa, di ciò che conosce o della sua esperienza; non è un esibizionista, non ne ha bisogno perché il suo amore è disinteressato, non vuole crearsi uno status, non vuole ostentare sapienza. Questa è verità.
Ho saputo che Adua Villa, la sommelier della trasmissione televisiva “La prova del cuoco”, da quando va in tv ha un agente e si fa pagare, a suon di migliaia di euro, per essere presente a questa o a quella manifestazione enologica. Non commento la sua preparazione (che si commenta da sola), ma il suo atteggiamento sapiente e saccente con il bicchiere in mano bastano ad individuare una persona che del vino ha fatto solo un mezzo per apparire e sopra il quale speculare. Con vanità da pin-up mancata pontifica come se fosse l’unica depositaria di una verità rivelata, ostentando un finto entusiasmo appassionato. Si è fatta anche un sito per promuoversi dove addirittura si millanta come “consulente enologo” senza averne i titoli (scrivere non costa niente). Eppure lei sta in televisione; e questo è sufficiente per essere percepita e pagata come importante esperta di vino, più di gente come Sangiorgi o Masnaghetti. Ormai tutto è virtuale, l’importante non è la sostanza ma come essa viene comunicata e riconosciuta dall’individuo. Questo è conformismo.


