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Pubblichiamo una riflessione sull'articolo apolitica, pubblicato nel nostro sito, che ci è giunta tramite e-mail. Ritenendo le critiche utili e costruttive abbiamo deciso di renderle pubbliche. Restiamo aperti a qualunque altra critica/suggerimento. "Pur condividendo nella sostanza il contenuto di questo intervento sulla Apolitica vi sono alcuni punti o l’uso di alcune parole che mi lasciano perplesso. Ad esempio:
- informazione apolitica: l’informazione o è informazione (cioè comunicazione di dati esatti e pertinenti) o è semplice rumore (noise) che si può caratterizzare come disinformazione, propaganda, ciarpame o altro. Introdurre l’espressione “informazione apolitica” mi sembra una inutile aggiunta al nostro linguaggio; - l’andare a votare come diritto dovere del cittadino: la frase Non é detto che una persona apolitica non vada a votare, e che quindi non rispetti i suoi diritti e doveri di cittadino fa quasi intendere che il rifiutarsi di votare non sia un diritto del cittadino ma che solo l’andare a votare lo sia; la cosa mi sembra molto riduttiva del concetto di libertà e di diritto inerenti all’essere umano;
- apolitica e anarchia: la frase Una cosa che non bisogna assolutamente confondere, è che "apolitico" e "apartitico" non hanno niente a che vedere con l'anarchia non è del tutto corretta. Il dissidio tra Marx è gli anarchici si incentra proprio sul rifiuto degli anarchici della politica (la conquista del potere politico) che invece Marx riteneva essenziale per l’emancipazione della classe operaia (con i risultati disastrosi che tutti conosciamo);
- anarchici e governo: la frase I movimenti anarchici credono che l'uomo (inteso come essere umano) e la societá non abbiano bisogno di alcuna forma di governo per continuare ad esistere non risponde completamente al vero; manca la parola “imposto” dopo governo (governo imposto). Gli anarchici non sono contro l’autorità ma contro il potere imposto. A questo proposito consiglierei la lettura del saggio di Bakunin che si trova a http://www.panarchy.org/bakunin/autorite.1882.html
- quotidiani e informazione: la frase un paese come l'Italia, che ha scelto come fonte principale di informazione la televisione (e purtroppo non i quotidiani fa credere che i quotidiani finanziati tutti o quasi dallo stato e quindi allineati alle idee dello stato siano qualcosa di completamente diverso dalla televisione. Forse con pretese intellettualistiche superiori ma anche loro vendono aria fritta;
- stato civile: nella frase Che ci si consideri di destra o sinistra, alla fine tutti puntiamo al nostro benessere, e farlo a discapito degli altri schieramenti la trovo una cosa insensata di uno stato civile! si trova la solita confusione tra società e stato (si dovrebbe parlare di società civile non di stato civile). Inoltre si parla di schieramenti quando si dovrebbe parlare di esseri umani: se io danneggio qualcuno danneggio un altro essere umano non un altro schieramento. Ragionare con questi vocaboli fa emergere i guasti culturali prodotti dall’educazione politica di stato dove tutto è visto in termini di schieramenti e di stato.
Detto ciò, ripeto che sono sostanzialmente d’accordo sulla sostanza dell’articolo. Ma è importante essere voci fuori dal coro anche nei dettagli (che talvolta sono più che dettagli)."
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