Energie alternative Vs. energie rinnovabili

Mercoledì 03 Novembre 2010

fonti_considerate_inesauribiliLa produzione di energia elettrica è sicuramente l'argomento che più tocca l'opinione pubblica in merito alle tematiche ecologico-ambientali. Come spesso accade, purtroppo il grande interesse dimostrato non viene ricompensato da una adeguata informazione, il cui risultato è una grande confusione.

 

Una definizione di energia alternativa potrebbe essere: “fonte energetica in grado di produrre energia elettrica senza ricorrere a petrolio o carbone”. Anche se a molti di voi potrà sembrare corretta, in realtà contiene delle imprecisioni di non poco conto. Parlare di un'alternativa implica poter confrontare dei dati; nel caso di fonti energetiche alternative al petrolio bisogna prendere in considerazione molti fattori: tra i più importanti vi sono i costi di produzione e soprattutto la quantità di energia che può essere prodotta, senza i quali parlare di energie alternative risulta fuorviante.

 

Alla base del concetto di energie rinnovabili sta invece il fatto di ricavare energia da fonti che possono considerarsi “inesauribili”; il termine ‘rinnovabile’ non implica un paragone e quindi le osservazioni fatte precedentemente diventano irrilevanti.

 

Questo tipo di distinzione risulta fondamentale quando, ad esempio, si parla di nucleare: l'uranio non è una fonte di energia rinnovabile mentre, di fatto, l'energia nucleare è una (forse l'unica al momento, nda) vera alternativa a petrolio e carbone per la produzione di energia elettrica su vasta scala. Appare quindi evidente che fonti rinnovabili come l'eolico o l'idroelettrico non possono essere considerate fonti “alternative su vasta scala” perchè ovviamente necessitano di caratteristiche ambientali specifiche.

Il solare merita un discorso a parte, in quanto può essere sfruttato (più o meno) ovunque. Ciò che impedisce di considerarlo una vera fonte alternativa è lo scarso rendimento dei pannelli fotovoltaici attualmente in commercio; la situazione sta rapidamente cambiando e nuovi modelli sempre più efficienti entrano in commercio a un ritmo costante, ma per il momento è prematuro parlare del solare in termini di energia alternativa.

 

Per concludere penso sia giusto chiarire il ruolo dell'idrogeno. Molti ritengono erroneamente che l'idrogeno sia una fonte di energia, mentre in realtà è solamente un vettore, paragonabile ad una batteria.

L'idrogeno non è direttamente disponibile in natura: lo si trova in moltissimi composti chimici, come l'acqua e gli idrocarburi, ma per liberarlo è necessario fornire un'energia sufficiente a spezzare questi legami. Per entrare nel merito bisogna sapere che la combustione dell'idrogeno libera meno energia di quella impiegata per raffinarlo, o per essere più precisi, l'energia sfruttabile dalla sua combustione risulta minore di quella impiegata per produrlo; ciò deriva dal secondo principio della termodinamica, il quale stabilisce che in nessun caso si può “fabbricare” energia, ma solamente trasformarla.

 

Scritto da: Admin

5 Commenti

  • Marco C. Sabato 06 Novembre 2010

    Marco C.

    Bell'articolo, con spunti condivisibili ed altri meno.
    La distinzione fra "alternative" e "rinnovabili" è precisa e soddisfa il bisogno di chiarezza che, alle volte, manca in discussioni del genere.
    Non condivido, in parte il punto in cui si dice:
    Ciò è in parte vero, come è vero che anche le centrali nucleari necessitano di "caratteristiche ambientali specifiche": un territorio geologicamente stabile, grandi quantità d'acqua, scarso insediamento umano, per citarne alcune.
    Porrei il problema in termini di convenienza economica.
    E' economicamente più vantaggioso per il "sistema Italia" la costruzione di 4 centrali nucleari che saranno a regime, se va bene, fra 10/12 anni, (con elettrodotti per migliaia di KM che disperdono una buona parte,20/25% dell'energia trasportata fino agli "utilizzatori finali") o è meglio costruire 50/100 parchi eolici di uguale potenza, in punti diversi della penisola, più vicini ai centri di massimo consumo integrando, la dov'è possibile con idroelettrico e, per uso domestico, con fotovoltaico??????
    E che dire del solare a concentrazione? Priolo è solo un esperimento o è possibile ed auspicabile che mini centrali vengano costruite magari per alimentare città medio piccole????


  • Admin Lunedì 08 Novembre 2010

    Admin

    Mi fa piacere essere stato chiaro, questo articolo è nato per questo scopo e ricevere feedback positivi sicuramente da soddisfazione, grazie.

    Ti ringrazio per aver precisato che anche le centrali nucleari devono essere poste in siti con caratteristiche adeguate, effettivamente il mio ragionamento era più legato alla necessità di avere la fonte energetica vicina.

    Riguardo alla convenienza economica personalmente aggiungerei anche i costi di gestione delle centrali nucleari, il problema dello smaltimento delle scorie, i costi legati al decomissioning degli impianti obsoleti (che tratterò in un prossimo articolo) da un lato, mentre dall'altro ci sono altri problemi legati alle normative vigenti e alle modalità con cui una tecnica in grado di produrre energia viene considerata "pulita" o meno.


  • amberjack Lunedì 15 Novembre 2010

    amberjack

    Tutto vero ma ti do un altro argomento su cui pensare: Mai nessuno ha fatto i conti di quanti morti di cancro ci è costato il referendum contro il nucleare. Nelle grandi città, come nelle piccole, in inverno, quando i riscaldamenti sono accesi lo smog uccide (noi diamo la colpa alle sigarette). Non mi risulta che in Francia, ad esempio, dove la maggior parte di riscaldamenti sono elettrici usino le famigerate "targhe alterne" per ridurre lo smog. Non credo che bastino 1000 parchi eolici per sostituire una sola centr. nucl. Ci vorrebbe l'idroelettrico ma non lo abbiamo...e le petroliere affondate?....il fotovoltaico inquina più del petrolio (arsenico non smaltibile).Le centrali a produzione termica danno energia quando serve, quelle eoliche o fotovolt. quando natura vuole....
    Bha continuiamo a comprare dalla Francia e prima o poi aspettiamoci un bell fall out di particelle radioattive...


  • Enrico Mercoledì 19 Gennaio 2011

    Enrico

    Ciao Amberjack, sono Enrico, un'altro articolista di questo sito. Mi permetto di intromettermi. In effetti gli spunti che hai fornito sono validi... non voglio difendere niente a spada tratta e voglio essere sincero: sul fatto dell'arsenico non smaltibile dei pannelli solari mi trovi impreparato. Sono d'accordo sostanzialmente su queste cose: le targhe alterne non servono (non è dimostrato che basti un giorno con la metà delle macchine per abbassare i livelli di smog) e che non sono solo le sigarette a causare il cancro. Ma da qui a dire che il referendum 'ha causato' morti di cancro sono due pesi e due misure: ok, i dati sono buoni, ma è sbagliata l'interpretazione. Partendo da valutare quale sia il male minore penso che non ci siano dubbi nell'investire sulle rinnovabili. Le nanotecnologie stanno facendo passi da gigante, ad esempio. Non sono d'accordo che il solare inquina più del petrolio. Il solare non produce CO2, un pannello solare resiste per decine di anni prima di dover essere dismesso,... una stufa può anche inquinare, d'accordo, ma il problema vero sono le macchine! Eliminiamo quelle, piuttosto, e cominciamo ad usare le bici ed i mezzi pubblici prima di lamentarci che lo smog delle stufe uccide. E' una questione di priorità.
    Poi, non è vero che l'idroelettrico non lo abbiamo, esistono centrali idroelettriche e convengono sia dal punto di vista del rendimento che della potenza erogata. Solo, è complicato da costruire, difficile trovare dei siti adatti.


  • Giordano Martedì 31 Maggio 2011

    Giordano

    Le targhe alterne direi che servono più a sensibilizzare che a ridurre le emissioni sul momento. Così come le campagne informative su internet..
    Dopotutto pure internet richiede consumi di energia elevatissime ogni giorno che deve in qualche modo essere prodotta (con gli effetti collaterali da voi stessi citati).
    Penso che il miglior investimento che possa fare lo stato sia (o sarebbe dovuto essere ormai) incentivare economicamente i mezzi adeguati per il risparmio energetico prima ancora degli investimenti verso la produzione dell'energia da sprecare in impianti / abitazioni ad alevato spreco (spero di essermi inteso bene..
    In poche parole: sono della politica che problemi di solito vanno risolti alla radice, ma evidentemente è risultato molto più comodo finora finanziare imprenditori 'furbi' che hanno già disseminato impianti solari il cui principale profitto è stato finora costituito dagli incentivi pagati dalla collettività europea.

    Mi piace molto questa discussione..peccato sia poco partecipata


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