Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

Sabato 29 Maggio 2010

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione EuropeaQuesto documento è stato redatto da una Convenzione composta da 15 rappresentanti dei capi di Stato o di Governo dei Paesi membri, 16 componenti del Parlamento europeo e 30 dei diversi organi parlamentari nazionali degli Stati facenti parte dell’Unione Europea, oltre ad un delegato del Presidente della Commissione europea.

Il testo della Carta di Nizza, così chiamata in onore del luogo di ratificazione, si configura come un riassunto di tutte le istanze riguardanti i diritti inalienabili disseminati nei diversi documenti nazionali ed internazionali come, ad esempio, le legislazioni dei Paesi membri o gli accordi stabiliti in seno al Consiglio d’Europa o delle Nazioni Unite.

 

Firmato ufficialmente nel dicembre del 2000 a Nizza, nasce come atto che non possiede valore giuridico vincolante: questo status viene modificato nel 2007, quando alla Carta è stato riconosciuto lo stesso valore conferito ai Trattati veri e propri, come ad esempio quello di Lisbona.

 

Il documento è aperto da un preambolo introduttivo ai 54 articoli che lo compongono, divisi in 7 sezioni, stabilite in base alle tematiche cui i diversi provvedimenti di volta in volta si riferiscono:

 

  • Sezione I (articoli 1-5): dignità (dignità umana, diritto alla vita, diritto all'integrità della persona, proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, proibizione della schiavitù e del lavoro forzato);

 

  • Sezione II (articoli 6-19): libertà (diritto alla libertà e alla sicurezza, rispetto della vita privata e della vita familiare, protezione dei dati di carattere personale, diritto di sposarsi e di costituire una famiglia, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, libertà di espressione e d'informazione, libertà di riunione e di associazione, libertà delle arti e delle scienze, diritto all'istruzione, libertà professionale e diritto di lavorare, libertà d'impresa, diritto di proprietà, diritto di asilo, protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione);

 

  • Sezione III (articoli 20-26): uguaglianza (uguaglianza davanti alla legge, non discriminazione, diversità culturale, religiose e linguistica, parità tra uomini e donne, diritti del bambino, diritti degli anziani, inserimento dei disabili);

 

  • Sezione IV (articoli 27-38): solidarietà (diritto dei lavoratori all'informazione e alla consultazione nell'ambito dell'impresa, diritto di negoziazione e di azioni collettive, diritto di accesso ai servizi di collocamento, tutela in caso di licenziamento ingiustificato, condizioni di lavoro giuste ed eque, divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro, vita familiare e vita professionale, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute, accesso ai servizi d'interesse economico generale, tutela dell'ambiente, protezione dei consumatori);

 

  • Sezione V (articoli 39-46): cittadinanza (diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo, diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali, diritto ad una buona amministrazione, diritto d'accesso ai documenti, mediatore, diritto di petizione, libertà di circolazione e di soggiorno, tutela diplomatica e consolare);

 

  • Sezione VI (articoli 47-50): giustizia (diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, presunzione di innocenza e diritti della difesa, principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene, diritto di non essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato);

 

  • Sezione VII (articoli 51-54): disposizioni generali.

 

La messa in pratica dei principi enunciati nel documento è in ogni caso influenzata dalle differenti normative nazionali esistenti nell’ambito dell’applicazione del diritto comunitario.
Gran Bretagna, Polonia e Repubblica Ceca sono escluse dal campo di applicazione di questo procedimento.

 

Scritto da: Davide

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