Firmato ufficialmente nel dicembre del 2000 a Nizza, nasce come atto che non possiede valore giuridico vincolante: questo status viene modificato nel 2007, quando alla Carta è stato riconosciuto lo stesso valore conferito ai Trattati veri e propri, come ad esempio quello di Lisbona.
Il documento è aperto da un preambolo introduttivo ai 54 articoli che lo compongono, divisi in 7 sezioni, stabilite in base alle tematiche cui i diversi provvedimenti di volta in volta si riferiscono:
- Sezione I (articoli 1-5): dignità (dignità umana, diritto alla vita, diritto all'integrità della persona, proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, proibizione della schiavitù e del lavoro forzato);
- Sezione II (articoli 6-19): libertà (diritto alla libertà e alla sicurezza, rispetto della vita privata e della vita familiare, protezione dei dati di carattere personale, diritto di sposarsi e di costituire una famiglia, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, libertà di espressione e d'informazione, libertà di riunione e di associazione, libertà delle arti e delle scienze, diritto all'istruzione, libertà professionale e diritto di lavorare, libertà d'impresa, diritto di proprietà, diritto di asilo, protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione);
- Sezione III (articoli 20-26): uguaglianza (uguaglianza davanti alla legge, non discriminazione, diversità culturale, religiose e linguistica, parità tra uomini e donne, diritti del bambino, diritti degli anziani, inserimento dei disabili);
- Sezione IV (articoli 27-38): solidarietà (diritto dei lavoratori all'informazione e alla consultazione nell'ambito dell'impresa, diritto di negoziazione e di azioni collettive, diritto di accesso ai servizi di collocamento, tutela in caso di licenziamento ingiustificato, condizioni di lavoro giuste ed eque, divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro, vita familiare e vita professionale, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute, accesso ai servizi d'interesse economico generale, tutela dell'ambiente, protezione dei consumatori);
- Sezione V (articoli 39-46): cittadinanza (diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo, diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali, diritto ad una buona amministrazione, diritto d'accesso ai documenti, mediatore, diritto di petizione, libertà di circolazione e di soggiorno, tutela diplomatica e consolare);
- Sezione VI (articoli 47-50): giustizia (diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, presunzione di innocenza e diritti della difesa, principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene, diritto di non essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato);
- Sezione VII (articoli 51-54): disposizioni generali.
La messa in pratica dei principi enunciati nel documento è in ogni caso influenzata dalle differenti normative nazionali esistenti nell’ambito dell’applicazione del diritto comunitario.
Gran Bretagna, Polonia e Repubblica Ceca sono escluse dal campo di applicazione di questo procedimento.


Questo documento è stato redatto da una Convenzione composta da 15 rappresentanti dei capi di Stato o di Governo dei Paesi membri, 16 componenti del Parlamento europeo e 30 dei diversi organi parlamentari nazionali degli Stati facenti parte dell’Unione Europea, oltre ad un delegato del Presidente della Commissione europea.
