Gli Stati firmatari definiti nuclear-weapon states (quelli che possiedono armi nucleari) si impegnano a non fornire la tecnologia nucleare bellica a Stati che intendono costruire o acquisire tali armi, impegnandosi allo stesso tempo a negoziarne il disarmo. Le cosiddette non-nuclear nations (Stati firmatari non dotati di armi nucleari) si impegnano a non acquisire tali ordigni.
Il trattato entrò in vigore il 5 marzo del 1970 e ad oggi vi fanno parte 187 Paesi. India, Pakistan, Israele e Corea del Nord sono gli unici paesi al mondo che non vi aderiscono.
Originariamente il TNP doveva avere una durata di 25 anni, ma con la Conferenza di New York del 1995 ne estese illimitatamente la validità. Ogni 5 anni viene sottoposto ad una conferenza di revisione, sancita dall’articolo 8 del trattato stesso.
Per meglio conseguire l’obiettivo della non-proliferazione, e come misura di fiducia tra le parti, il TNP stabilisce un sistema di controllo sotto la responsabilità dell’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica; le ispezioni effettuate dall’AIEA hanno dunque lo scopo di verificare l’osservanza del trattato.
Allo stesso tempo il TNP promuove la cooperazione nel settore della tecnologia nucleare per uso pacifico e la parità di accesso ad essa per tutti gli Stati contraenti, prevenendo la diversione di materiale fissile per l’utilizzo di armi.
Trattato di non-proliferazione nucleare (testo integrale, in italiano)



