Infatti queste persone, pur non avendo una copertura finanziaria necessaria per ottenere un prestito da un istituto di credito tradizionale, hanno tutto l'interesse che la loro attivita' decolli. Quindi, in caso di successo, riescono in breve tempo a restituire la piccola somma che hanno chiesto in prestito. Si genera cosi' un circolo virtuoso, grazie al quale si aiuta veramente chi ne ha bisogno.
Questo sistema di sviluppo economico viene anche indicato con microfinanza.
Prima dell'avvento di simili istituti di credito, detti banche dei poveri, la gestione dei crediti per piccole attivita' rurali e urbane veniva lasciata nelle mani dell'usura, che aveva come risultato di dissipare le gia' poche risorse finanziarie dei piccoli risparmiatori.
Recentemente questi istituti di microcredito stanno approdando anche in paesi "sviluppati" a causa del crescente numero di famiglie in difficoltà finanziaria in cui una spesa imprevista di qualche centinaio di euro o dollari potrebbe causare gravi problemi, ad esempio non riuscire piu' a far fronte ai debiti, o perdere opportunita' di lavoro a causa di un guasto imprevisto al proprio mezzo di trasporto. Tutti problemi che diventano rilevanti in queste situazioni.
Il primo istituto di microcredito è stato fondato nel 1976 da Mohammad Yunus, economista e banchiere cingalese, che grazie alla realizzazione della Grameen Bank (ovvero banca del villaggio), ha vinto il premio Nobel per la pace 2006, grazie ai suoi sforzi per combattere la povertà.
Quando ha cominciato la somma prestata corrispondeva a poche decine di dollari americani, che sono serviti ad un gruppo di donne che producevano mobili di bambù. Yunus ritiene che, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, i sistemi di microcredito possano aiutare l'emancipazione femminile, sulla quale conta molto; inoltre favorisce l'aggregazione sociale: un gruppo di persone che impara a gestire una somma di denaro insieme, impara anche a fidarsi reciprocamente.
Il 2005 e' stato proclamato l'anno internazionale del microcredito. 66 milioni di famiglie hanno beneficiato di microprestiti, generalmente inferiori ai 100 dollari, grazie ai quali hanno potuto uscire da situazioni di malessere economico, combattendo contro il circolo vizioso della povertà.
Ulteriori informazioni sul microcredito e altre voci correllate si possono trovare in questo sito e questo sito.


Per le famiglie povere e le piccole imprese del terzo mondo anche una piccola somma di denaro può fare la differenza per cominciare con investimenti che in futuro potrebbero sollevarle sopra la soglia della povertà. Questa è l'idea che sta alla base del microcredito, dove non sono richieste grandi garanzie finanziarie come gli istituti bancari tradizionali pretendono. L'idea si basa invece su una garanzia sociale: donne abbandonate dai mariti con figli a carico, persone disabili, come ex soldati colpiti da una mina antiuomo, che vogliono avviare una attività per mantenere la loro famiglia, ecc; queste sono le fasce sociali aiutate dagli istituti di microcrerdito.
