Mizar

Mizar

Sono una studentessa di chimica dell'università degli studi di Torino, laurea specialistica in chimica Clinica, Forense e dello Sport.

 

per contatti: misako.violet@gmail.com

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alternativa ecologica agli assorbenti intimiSi tratta di una coppetta in silicone ipoallergenico dotata di un gambo, sempre in silicone, di cira 1 cm (che alcune utilizzatrici tagliano). Viene inserita piegata nel canale vaginale durante il ciclo e si riapre appena è in posizione; in questo modo raccoglie l’endometrio al suo interno e può essere indossata per un periodo lungo fino a 12 ore.

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Additivi nei cibi

Martedì 15 Aprile 2008

Un argomento di discussione frequente tra gli studenti di chimica degli anni ’70 erano gli effetti dei conservanti nei cibi, specialmente l’effetto dei nitrati e dei nitriti contenuti nella carne. Poi come al solito, l’argomento è stato insabbiato e nessuno si è più posto questo problema. Facendo una breve ricerca, si possono ottenere svariate informazioni sul perché vengano utilizzati: I nitriti (E249, E250) e i nitrati (E251, E252) sono sostanze naturalmente presenti negli alimenti animali, vegetali e nell'acqua. Vengono aggiunti come additivi a insaccati, prosciutti, wurstel, carni in scatola e altri prodotti a base di carne, pesci marinati e a volte anche in prodotti caseari.

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Solfiti

Martedì 15 Aprile 2008

vinoDurante il processo di fermentazione nella preparazione del vino, solfati e solfiti sono aggiunti alla pigiatura iniziale del vino per uccidere i microorganismi, la cui presenza porta il deterioramento del vino. L’equilibrio in soluzione acquosa dell’anidride solforosa a dare solfiti è dipendente dal pH, e per il processo di fermentazione, il pH si aggira intorno ai valori di 2,9-3,6. Solo l’anidride solforosa è attiva contro i microorganismi.
Il primo passaggio per la fermentazione è seguito da uno di fermentazione batterica (fermentazione malo lattica) nel quale l’acido malico viene convertito in acido lattico. Dopo questo stadio, la SO2 è aggiunta per stabilizzare il vino contro l’ossidazione. Aggiungere troppo presto l’anidride solforosa distrugge i batteri che facilitano la fermentazione malo lattica, e questa è fondamentale soprattutto per la produzione del vino rosso.

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